mercoledì 31 dicembre 2014

UN AVVISO SINCERO A TUTTI

A TUTTI I MIEI LETTORI AUGURO UN FELICE INIZIO ANNO 2015 CHE POSSA PORTARVI FELICITA' E PROSPERITA' 

Riprenderemo come sempre dopo le festività EVVIVA UN ARMONIOSO 2015 a tutti!

Daniele Giordano

lunedì 29 dicembre 2014

L’ANNO 2014 de I MELANNURCA recensione di Daniele Giordano

Era inevitabile che il 2014 per I Melannurca diventasse un anno positivo. Rivedendo “Polvere di Stelle” nella Sala dei Congressi dell’hotel Atlantic presso Borgaro torinese, ristudiato per renderlo sempre al passo con i tempi, si è capito lo spessore della compagnia capitanata come sempre da Antonio Giuliano (regista e attore). Per chi non avesse visto la brillante commedia dalle tinte teatrali – comiche – musicali, composto in due atti e ispirato liberamente da un film di enorme successo, interpretato da due grandi attori quali: Alberto Sordi e Monica Vitti. Non ci sono parole per descriverne la bravura che fuori esce dai commedianti, difficile descriverli, è essenziale vederli all’opera. Giusto per capirci, chi sono i fautori e senza fare torto alcuno, li presento come da programma di sala. Annamaria Melchionna nel ruolo di Beatrì, la simpaticissima e caratterista una brava Anna Donadoni, inserendosi in un esilarante Can Can, Salvatore Vastola con la sua aplomb che lo contraddistingue da sempre, è giunto con un bel apparire quello di Cristina Giorgetti, abile attrice non solo teatrale ma anche cinematografica, continuando, troviamo Vincenzo Russo in atteggiamento differente dalla solita parte ma estremamente efficace. Come ogni Cafè Chantant che si rispetti, appare la “sensuale Ninì Tirabusciò” interpretata e niente da eccepire da Daniela Balsamo, accompagnata dal coro della platea. In quell’epoca la musica era suonata rigorosamente dal vivo e quindi con i suoi arrangiamenti musicali troviamo al pianoforte Renata Seranella con l'accompagnamento del trombettista Marco Napolitano. Il rapporto affettivo che lega gli attori e il meraviglioso pubblico, nel congedarsi e terminare questo meraviglioso e felice anno della compagnia I Melannurca ha augurato a tutti un felice 2015! Un dato è certo, le sorprese per questi infaticabili teatranti non finiscono con l’anno che sta per trascorrere, infatti, il prossimo appuntamento, è il 24 gennaio 2015, un omaggio al drammaturgo Eduardo Scarpetta, portando la commedia “Il Medico dei Pazzi” al Teatro Comunale di Bosconero (TO), mentre il 7 marzo per commemorare i trentanni dalla scomparsa di un grande della commedia napoletana porteranno in scena al Teatro Cardinal Massaia di Torino la commedia Sabato, Domenica e Lunedì di Eduardo De Filippo, riservando altre sorprese per l’anno a venire, senza da me svelare quali,  saranno inequivocabilmente gradite. Personalmente avrei potuto descrivere I Melannurca con tre aggettivi in egual misura positivi, come accennato in sala, ma allo sguardo del lettore potevano essere riduttivi, per questa compagnia amata e seguita non solo dai napoletani… su questo proposito mi sovviene un commento di una signora in sala: mi hanno persuaso a vedere lo spettacolo che pensavo fosse recitato in dialetto… e quindi non avrei capito nulla… invece…Cara signora, il regista Antonio Giuliano… vuole che l’interpretazione delle commedie presentate, siano comprensibili a tutti, intercalando alcune locuzioni tipiche che solo il dialetto napoletano può esprimere nella sua lingua!

Torino (Italia) lunedì 29 dicembre 2014



martedì 23 dicembre 2014

SUCCEDE... QUANDO NON DEVE SUCCEDERE commento di Daniele Giordano

Come spesso accade, nel momento del bisogno, il tuo amato inseparabile compagno nonché strumento giornaliero ti lascia per strada. Si tratta del tuo personal computer! Questa volta è toccato a me… purtroppo! Così armato di santa pazienza lascio perdere senza arrabbiarmi più di tanto. Vuoi perché è Natale, vuoi perché in questo periodo nessuno mette mano alla riparazione, poiché intenti all’acquisto dei regali dell’ultima ora, sta di fatto e in modo giustificato… ognuno pensa alle proprie necessità. Del resto è plausibile, in questo periodo si lascia da parte lo strumento che ha scandito giornalmente gli attimi della tua vita quotidiana per dedicarti alla famiglia, ai parenti, agli amici… o addirittura a nuovi amori. Allora un calcio a questi piccoli guai, ne abbiamo ben altri più grossi da sistemare, ma di questi se né occupano già… persone qualificate… che decidono per noi su tutto e di tutto: sono i nostri Governanti! Sotto questo periodo di festività, lasciamo da parte questi discorsi, abbiamo tutto l’anno che verrà per tornarci sopra, ora pensiamo alla salute e passare in armonia le festività con le persone che amiamo o desideriamo amare. Su questo proposito eccovi alcuni suggerimenti proposte dai teatri in Torino: 

TEATRO CARDINAL MASSAIA via Sospello 32 - il 26 e 27 dicembre PICCOLE GONNE con Alessandro Fullin e le Nuove Forme a seguire CAPODANNO A TEATRO il 31 dicembre!

MANCA POCO al giorno 27 dicembre, data per assistere alla commedia POLVERE DI STELLE all’Hotel ATLANTIC con I MELANNURCA… se ti metti in contatto con la compagnia… lo sconto è assicurato… Prenota subito!

TEATRO MONTEROSA via Brandizzo 65 Torino : MERCOLEDI 31 DICEMBRE ore 21, “GRAN GALA’ DI CAPODANNO” con la Compagnia “TREDIPICCHE” che presenta lo spettacolo comico“COME QUANDO FUORI PIOVE”. Segue brindisi di mezzanotte, con panettone e spumante, e poi la serata continua con l’animazione della Compagnia. Martedì 06 Gennaio 2015, ore 16, spettacolo per ragazzi in occasione delle festività natalizie. La Compagnia “Colmena Teatro” presenta “IL TRENO DEI FOLLETTI” ispirato al film “Polar Express”. La biglietteria del Teatro oggi è aperta dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Per informazione vedere il Sito del Teatro:www.teatromonterosa.it. !

TEATRO SAN PAOLO  via Bertone 1 – Cascine Vica – Rivoli (TO) il 6 gennaio 2015  appuntamento con Claudio Insegno/Iosetti/Beltramo nella commedia CIAK CI GIRANO!

COMEDY SHOW ! venerdì 6 febbraio 2015 ore 21.30 al Teatro Civico Garybaldi
Viale Partigiani 4 a Settimo Torinese (TO) Serviva copiare il comunicato per avere uno sconto sul biglietto d’ingresso, ma voi ditegli che vi mando io, fate pure il mio nome e se non vi fanno lo sconto ditelo a me….!

E con questo vi auguro di passare liete festività in armonia A U G U R I  A  T U T T I !

Torino (Italia), martedì 23 dicembre 2014 













lunedì 22 dicembre 2014

QUANDO DIVIDERSI è SEMPRE UN DRAMMA commento di Daniele Giordano

Ieri sera mi sono auto invitato (non imbucato) a una festa. Sapevo benissimo chi fossero in generale gli invitati, quasi tutte persone che abitualmente frequento quando creano un evento. Salendo le scale per raggiungere il piano dove la festa stava prendendo forma, immaginavo di raggiungere il paradiso e naturalmente ho trovato “gli angeli” Più che un evento era una serata per farsi gli auguri di liete festività, ecco del perché ho pensato bene di esserci per contraccambiare le speranze di un anno a venire migliore per tutti. Detto fatto, saluto commiatandomi, poiché mi aspettavano da un’altra parte e, di certo non potevo mancare. Raggiunto il luogo del secondo appuntamento, questa volta invece di salire rampe di scale… le scendevo. Strano, sembrava di scendere all’inferno. Nel giro di due ore salivo in paradiso e scendevo nell’eterna condanna. Non ero solo, ci mancherebbe… anche qui tanti amici, potrei fare alcuni nomi, ma non mi pare il caso considerato il luogo… Ero arrivato giusto in tempo per assistere allo spettacolo. La presentatrice Patrizia Tammarasio insieme con Lorenzo Gaviglio tra le note di Marco Magnani aprivano la “Serata Reflex” ed ecco le ragazze mettersi in posa per i fotografi incominciando da Laura seguita da Elisa che dire di Valentina, poi è la volta di Miriam continuando con Rossella, è la volta di Silvia. I lampi dei fotografi si fanno insistenti ma imperterrite le ragazze continuano a sfilare e posare per loro. Troviamo Rebecca, seguita da Flora, sul piccolo palco appare la conturbante Andreea… sino all’intermezzo di una danza del ventre eseguita da Valentina Mariani con le sue piacevoli coreografie. Tutto questo non ci sarebbe se non fosse per Daniela Inferno e Mr. Bianco rendendo serate superbe e frizzanti esclusivamente al buon costume e divertimento. Un luogo piacevole per passare in allegria una serata. Il prossimo appuntamento… oltre a quello della cena di Natale (il 23 dicembre su prenotazione), sarà il 16 gennaio 2015… lasciando le speranze… a voi che entrate…. Felici Festività a tutti… Staff e Artisti compresi!

Torino (Italia), venerdì 19 dicembre 2014





mercoledì 17 dicembre 2014

100 ORE TORINO, DEDICATE A GIOVANNI PASTRONE di Daniele Giordano

Questo concorso vuole essere un omaggio proprio nella sua settima edizione (come settima è la sua Arte) a chi ha fatto sì che Torino diventasse la Capitale del Cinema. E’ il minimo che l’equipe della tele Ema production con i suoi modesti mezzi economici ha realizzato nelle due serate del contesto trasportando gli spettatori in uno spazio-temporale d’Antàn con tanto di “ scenette mute e orchestrina” in sala. Diamo come sempre alcune informazioni su come si sviluppa questo concorso. Non si dovrà superare le cento ore per scrivere, girare e montare un filmato della durata di dieci minuti (titoli di testa e coda compresi). Per stare nel 1914 il tema era Nero e Bianco (il colore era ancora da venire) su dicotomie come: uomo/donna- lavoro/non occupazione-normalità/diversa abilità-bene/male, si potrebbe continuare su questo tema all’infinito. Le troupe iscritte potevano utilizzare un ciak di ripresa aerea con un drone Phantom, aggiungendo la possibilità di riprendere dall’alto su una mongolfiera frenata, la più grande del mondo. Scegliendo poi tra sette generi cinematografici decisi dalla produzione. Tutto questo non basta per il direttore artistico Enrico Venditti, infatti pone i sei parametri segreti: Elemento di Costume Indossato – Monocolo; Elemento di Scenografia – Grammofono; Inquadratura per un Comparto della Fotografia – Spalla Fuori Fuoco dove si vede Suonare qualcuno ad un Pianoforte Acustico; Suono per un Comparto Fonia: Melodia Suonata al Pianoforte in Syncro con l’Immagine di chi la Esegue; Frase – Coppo Poco Cupo, Poco Pepe Cape; Elemento Vagante – Punto Luce. Inserendoli obbligatoriamente e annunciati un minuto prima del via della competizione. Le troupe, come ogni anno si mettono alla prova proponendo lavori sempre medio alto, nonostante il tempo rosicato per l’esecuzione. Quest’anno, per la prima volta gli iscritti erano divisi per fasce: Debuttanti-Emergenti, per questi ultimi la parte musicale come “colonna sonora” rigorosamente suonata da Salvatore Spano (pianoforte), GianMaria Ferrari (contrabbasso), Vittorio Sciobaldi (percussioni), proprio come si usava in quell’epoca. Nulla è lasciato al caso, su questo l’inesorabile fantasia di Enrico Venditti ha dato il meglio di sé, dove il pubblico (gratuitamente) al teatro S. Anna in Torino ha assistito compiaciuto alle due serate del concorso a premi. I film selezionati per quest’allestimento sono: Divisione Zero, Quello che resta del Bene, Sulle spalle dei Giganti, Umor Vitreo, Incontri, Sotto l’ombra di una guerra, Il Passato Presente, Note in Mongolfiera, Strade Antitetiche, Transalvario, Verba Volant, Baloon con Panna, Il colore della Musica, Un motivo per tornare; fuori concorso un simpatico filmato “girato” da piccoli bambini, tutti  gli “attori” si sono presentati in sala col cappello di Babbo Natale. Elena Ascione, navigata presentatrice ha assunto il suo ruolo all’altezza della serata, presentando ospiti come Franco Diaferia facendoci “rivivere con il suo filmato” la presenza di D’Annunzio e Pastrone, mentre Andrea Zirio accompagnato dal suo regista di ritorno da Los Angeles ha proiettato il trailer del suo imminente lavoro dal titolo: Ulisses – A Dark Odyssey che sarà quanto prima distribuito nelle sale cinematografiche. Nonostante il clima brioso dell'ambiente teatrale, si è lievemente toccato un tema alquanto difficile, giacchè il fenomeno è in forte espansione, parlandone con Davide Insinna presidente di Nuovi Orizzonti, un’associazione contro la violenza sulle donne, argomento che negli ultimi tempi ha raggiunto cifre troppo alte per non essere evidenziato. Come sempre compito arduo quello della giuria preseduta dai signori: Daniele Vergara Videomaker, Marco Padini Designer, Fabrizio Meinardi Operatore di Riprese Estreme, anche lui proveniente da Los Angeles, Corrado Trione Sceneggiatore e Attore Teatrale, Alberto Giorgis Regista, in questa selezione erano tutti abbastanza unanimi sulla decisione presa a riguardo dei vincitori. Menzione Speciale per la Fotografia al film: Baloon con Panna; Menzione Speciale per l’Audio a: Quel che resta del Bene; Menzione Speciale per la Sceneggiatura: Sulle Spalle dei Giganti. I vincitori di questa settima edizione sono premio unico categoria emergente – Transalvario – con la seguente motivazione: per la genialità del soggetto unita a una piena consapevolezza dei mezzi tecnici e recitativi; secondo premio categoria debuttanti – Strade Antitetiche – con la seguente motivazione: per la sperimentazione comico surreale che diverte e sorprende, messa in risalto da buone capacità tecniche soprattutto nella regia; primo premio categoria debuttanti – Un Motivo per Tornare – per aver toccato le corde dell’emozione attraverso una scrittura semplice ed elegante oltre a una resa visiva di ottimo livello. Un grande riconoscimento a Philippe Radice malgrado gli immensi sforzi economici e la sua caparbia costanza, continua a tenere viva la tradizione del mimo con il suo Atelier Fisico, presentiamo i ragazzi che si sono susseguiti sul palco: il piacevole di poche parole (nessuna) ma molto espressivo è Cojor Robert, i mimi sono: Mauro Groppo, Paolo Scaglia e Filippo Saberino, le interpreti di uno sketch simpaticissimo: Debora Benincasa e Silvia Saponaro, per slapstic Enrico Mazza e Michele Meneghini. Anche se per motivi lavorativi non era in scena ma presente con lo spirito il coordinatore Jacopo Tealdi. Se dovessimo fare una considerazione delle due splendide giornate, diciamo subito che il concorso incomincia a essere preso in considerazione anche da fuori regione, in fatti alcune delle troupe iscritte provenivano da fuori Piemonte, la platea ha fatto soul-out in entrambe serate, il direttore  artistico Enrico Venditti nonché ideatore del concorso si è ritenuto soddisfatto, così come lo staff che ha supportato questo particolare concorso. A noi non resta che attendere il 2015 cosa s’inventerà il caro Venditti… di certo sarà una o più di una BOMBA!!!

Torino (Italia), mercoledì 17 dicembre 2014


I CENTO ANNI DI GIOVANNI PASTRONE… DA CABIRIA AI GIORNI NOSTRI recensione di Daniele Giordano

Poteva essere un evento clamoroso, attirando visitatori da ogni dove, ma così non è stato, o meglio se lo è stato si è fatto in sordina da buoni “sabaudi” senza sfarzi… perdendo un’occasione unica ma noi subalpini di questo abbiamo forse un primato! Ci sono le idee ma non ci sono le teste… anzichè creare interesse culturale e un degno riconoscimento al personaggio che rese Torino famosa per essere stata la prima città del cinema nel 1914 (ancor prima che Hollywood diventasse famosa) con il film: Cabiria!  Senza entrare in una sterile polemica, a memoria d’uomo abbiamo perso (sarebbe meglio dire fatti portare via) circa la bellezza di trecento trenta idee che oggi sarebbero fonte di guadagno oltre che di Cultura. Oggi invece senza retorica e discussione animosa si sente il dovere di parlare di un illustre personaggio, precisamente di Giovanni Pastrone, considerato un pioniere del cinema italiano. Torino, ha visto scemare nel suo centenario, i cento anni… perdersi a vista d’occhio nel nulla giorno dopo giorno… Nato a Montichiaro (AT) nel 1882, svolgeva l’attività di contabile presso la Rossi & C. una Manifattura di Pellicole, situata in Corso Casale, 91 sempre a Torino. Un giorno con il suo socio Carlo Sciamengo decise di fondare la casa cinematografica Itala Film, incominciando a produrre alcune pellicole di poco interesse come per André Deed nel personaggio delle Comiche di Cretinetti o Melodrammi Liberty, sino al 1911 in cui realizzarono: La caduta di Troia. Intanto l’Italia si preparava per la guerra in Libia. E’ su questo episodio che a Pastrone venne l’idea di fare nascere il film Cabiria, il primo colossal della storia cinematografica. Da questo girato coniarono la parola "Colossal" con la lettera C! Sebbene il suo nome fosse già conosciuto, volle “coniugare” per Cabiria un nome assai più importante del suo, affiancandolo (solamente per ragioni di marketing) a quello del “Vate” Gabriele D’Annunzio che si occupò della stesura delle didascalie oltre a dare il titolo al film. Non dobbiamo dimenticare gli attori principali senza né arte né parte, lo schiavo “Maciste” interpretato da Bartolomeo Pagano, uno sconosciuto ex scaricatore di porto genovese e dalla bella Lydia Quaranta, ma il divismo del cinema muto riguarda lo star-system femminile come Eleonora Duse, Pina Menichelli e Lydia Borelli, portando sugli schermi una “femme fatale” del tempo, facendo ardere in passioni e sensualità lo spettatore. Il film, fu girato tra il fiume Dora Riparia e le Valli di Lanzo (TO) scegliendo proprio il passo in cui si dice della discesa dei pachidermi. Le Alpi racchiudono quel segreto sull'episodio della traversata di Annibale con gli elefanti, continuando ad accendere l'immaginazione più di un film di Indiana Jones o di appassionare gli studiosi sull’irrisolto il mistero del tragitto del colle valicato per giungere sul Po nella zona dei Taurini. Anche il geniale regista Pastrone inquadra quel mistero ponendolo in Cabiria attraverso le Alpi, passando per il Colle Clapier nella Val Clarea per rendere omaggio ad Annibale con il primo colossal peplum del cinema, imponente impresa vera o presunta che fosse nel 218 a. C. La domanda è pertinente: tutto questo quanto è potuto costare all’Itala Film? Alcuni dicono che Cabiria costò un milione di lire (altri sino a due milioni), a prescindere resta il fatto che il 18 aprile del 1914 fu proiettato per la prima volta al Teatro Vittorio Emanuele, oggi Auditorium Rai Toscanini situato in via Rossini, sul piazzale Rossaro a Torino (la città in seguito lo compensò dedicandogli una strada tra le più corte situata tra le vie Sempione e Cimarosa). La sua durata “ridotta” era di tre ore. Nella proiezione di Parigi e Londra, Cabiria rimase sei mesi in programmazione, mentre a New York durò un anno. Nel 1970 il regista Martin Scorzese, guardando il film così si espresse: pensavo fossero americane le innovazioni, il sontuoso movimento macchina alla riflessione e la diffusione della luce, invece è italiana! L’avventura di questo grande uomo non termina qui, già secondo violino nell’orchestra del Teatro Regio di Torino, nel 1923 abbandonò il mondo fantastico del cinema per dedicarsi a qualcosa di più importante indirizzandosi agli studi di medicina, investendo tempo e denaro per trovare una cura contro il cancro. Ecco chi era e cosa è stato Giovanni Pastrone!
Torino (Italia), mercoledì 17 dicembre 2014

Segue: 100 ORE TORINO dedicate a Giovanni Pastrone

mercoledì 10 dicembre 2014

NUDA e CRUDA recensione di Daniele Giordano

Lei, protagonista di uno spettacolo che ruota intorno a se stessa ma di riflesso a tutti noi. Alle volte ironica, cantante, ballerina, questo e altro ancora succede nel suo recital, sprigionando tutta la simpatia apprezzata dal pubblico che l’ha vista al Teatro Erba in Torino, tagliare per il secondo anno il nastro di partenza per il suo tour italiano di uno spettacolo che non è “solo” uno spettacolo. La protagonista di tutto questo è Anna Mazzamauro, per la regia di Livio Galassi, tratta la sua performance in “Nuda e cruda” spogliata da ogni forma, intercalando divagazioni ridicole gradite dal pubblico per trasportarli a impegnati argomenti, facendo riflettere l’ascoltatore senza appesantirne il tema trattato come la Madonna o la vicenda di Melania Rea, proseguendo e affrontando temi tra un ragazzo gay e i suoi genitori. Durante uno dei monologhi, c’è stato un semplice gesto fatto con disinvoltura ma di efficace messaggio. Nel susseguo del racconto, in mano aveva una “ scarpetta rossa” i suoi gesti incominciavano a farsi convulsi, attorcigliando quella scarpa, indifesa, inerme, stringendola per poi… con un gesto sprezzante… lanciarla via! Recitata con una certa sensibilità della durata di un battito d’ali, ma in quell’attimo sono racchiuse tutte le angosce e la sofferenza dell’individuo. E’ stato impressionante quel gesto! Nelle due ore di spettacolo la Mazzamauro racconta notizie curiose a lei capitate solcando i palcoscenici, non mancano gli applausi. Affiancata da Leonardo Bonfitto (ballerino) si lasciano andare in un tango, accompagnati dalle musiche originali di Amedeo Minghi e proposte da Salvatore Cauteruccio (fisarmonica e pianoforte) e Sasà Calabrese (contrabbasso), continua la sua carrellata di abito in abito. Spiritosa come sempre (chi non la ricorda al fianco di Paolo Villaggio, nei panni della femme fatale, la signorina Silvani nel film Fantozzi), entra in scena… diciamo nuda… per affrontare una parodia della “lap dance” con tanto di palo… e peso o volume che sia… abbarbicata a quell’esile stelo… con grande ironia dicendo: Io sono il capitano della mia cellulite! A questo punto il pubblico è andato in visibilio e di conseguenza scatta un enorme applauso, per poi rivederla apparire subito pronta a recitare la drammatica storia d’amore tra la Magnani e Rossellini. Questa rappresentazione di “Nuda e cruda” passa dal serio al faceto con eleganza ed emozionalità, mostrando le doti caratteriali di Anna Mazzamauro accomunando gioie e dolori del quotidiano, con fascino e delicatezza che solo un’attrice come lei poteva farlo.
Torino (Italia), martedì 9 dicembre 2014




giovedì 27 novembre 2014

SHOWBIZ ENTERTAINMENT NEWS.IT di Daniele Giordano

Una nuova finestra per informare i lettori su avvenimenti mondani in Piemonte e nel resto d'Italia, con notizie e recensioni scrivendo su: CULTURA, DISCOTECHE, GOSSIP, MODA, SPETTACOLI CINEMATOGRAFICI e TEATRALI, RISTORANTI, CUCINA... insomma tutto quello che c'è da sapere per passare il tempo libero.  Pertanto non perdete le prossime letture.

mercoledì 19 novembre 2014

LA SAGRA DEL PEPERONE DI CARMAGNOLA, I RISULTATI di Daniele Giordano

Risultati della ricerca condotta durante la 65° Sagra del Peperone di Carmagnola.- Questo è il volume minimo di euro 2.159.804,88, stimato della ricchezza prodotta dalla Sagra sul territorio cittadino. Un risultato eccellente che rappresenta una spinta propulsiva per l’economia locale nei suoi 10 giorni di svolgimento, portando sul territorio circa 200.000 visitatori, con benefiche ricadute su tutto l’indotto. Alloggi, ristoranti, caffè e bar, visite culturali e trasporti. I settori di attività maggiormente legati alla manifestazione hanno constatato nel breve periodo, un aumento consistente della domanda del pubblico. Le ricadute positive sul territorio non sono rappresentabili esclusivamente in termini economicil, la ricerca ha infatti evidenziato come la Sagra del Peperone di Carmagnola venga vissuta quale esperienza culturale collettiva di elevata qualità, capace di generare capitale sociale istantaneo, ossia fiducia istantanea tra i partecipanti che sentono di condividere una esperienza culturale di valore.  I risultati della ricerca commissionata dalla Città di Carmagnola, con lo scopo di monitorare l’impatto economico e il capitale sociale generato dalla medesima sull’economia locale attraverso la raccolta continuativa dei dati nel tempo. In una  prima fase di raccolta dati sul campo nel corso della 65° edizione, svoltasi tra lo scorso 29 agosto e 7 settembre 2014, sono stati presentati dal dott. Giuseppe Attanasi, ricercatore confermato dell’Université de Strasbourg (Francia), Direttore del LEES (Laboratoire d'Économie Expérimentale de Strasbourg), docente a contratto presso il Dipartimento di Economia dell’Università Bocconi di Milano e dalla dott.ssa Valentina Rotondi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano che hanno curato il progetto di ricerca in collaborazione con l’Universitat Jaume I di Castellon de La Plana (Spagna) - Laboratori de Economia Experimental e l’Associazione “Cultura è Trasparenza” di Soleto (LE), le interviste su un campione rappresentativo dei 200.000 sono state cinquecentodiciannove, partecipazione che conferma l’importanza della manifestazione in termini di valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze gastronomiche e culturali. Molti i dati emersi dall’indagine, a partire dalla provenienza dei visitatori: il 3% del pubblico proviene dall’estero, in particolare da Svizzera, Canada, Francia, Romania, Inghilterra, Moldavia e Montecarlo; un 10% proviene dalle altre province piemontesi e un ulteriore 7% dalle altre regioni italiane. Le presenze estere conferma a pieno titolo la capacità attrattiva della la Sagra del Peperone, che da 4 anni gode del riconoscimento di Manifestazione di interesse Nazionale. Più del 50% dei visitatori percepisce l’evento come una manifestazione di elevata qualità. Particolarmente apprezzati gli spettacoli comici e gli appuntamenti musicali, tenendo conto alle varie fasce di pubblico legati alla kermesse. L’Assessore alle Attività Produttive e Manifestazioni della Città di Carmagnola, Letizia Albini: “Sono molto soddisfatta dei dati emersi dallo studio, da un lato perché si conferma il ruolo importante della Sagra del Peperone nell’economia carmagnolese, dall’altro perché la ricerca dimostra in modo scientifico che il denaro pubblico investito in manifestazioni ed eventi culturali costituisce un volano per l’economia locale”. Prosegue l’Assessore: “Invieremo i dati emersi dalla ricerca alle competenti autorità regionali e nazionali a conferma dell’importanza di investire in cultura ed eventi: a fronte delle continue richieste di tagli alle spese in campo culturale, è fondamentale dimostrare che l’investimento di fondi pubblici in eventi culturali costituisce un fortissimo motore per l’economia, generando ricchezza e valorizzazione del territorio”. A noi non rimane che aspettare la prossima Sagra del prossimo anno!


Torino (Italia), mercoledì 19 novembre 2014

martedì 18 novembre 2014

MADAMA BOVARY recensione di Daniele Giordano

Uno scrittore, un suo primo romanzo con la sua immensa gioia di averlo appena pubblicato, è quello che ogni autore si attende, non per lui. Appena pubblicato, fu messo sotto inchiesta per oltraggio alla morale pubblica, non dobbiamo dimenticarci che siamo nel 1856. Sarà un caso o così volle il destino che dopo un anno fu assolto e, sotto forma di libro, divenne un bestseller con tanto d'illustrazioni del pittore Charles Lèandre. Stiamo parlando di Gustave Flaubert, il narratore di questo racconto, ispirato a un episodio realmente accaduto a una giovane donna di provincia, Delphine Delamare, del cui suicidio si parlò in un giornale locale nel 1848. Non è di questo che intendiamo parlare, né tantomeno approfondire il comportamento della protagonista Emma. La penna di Flaubert, perennemente alla ricerca de le mot juste, oggi a distanza del tempo trascorso è considerato uno dei primi esempi dei romanzi tangibili. Ci siamo introdotti in un antefatto per esprimere il concetto che da una forza evocativa dei classici della letteratura, può scaturire un’esplosione di spettacolo. L’autrice, con libertà e senza impedimenti al romanzo separata non solo dalla lettera “A” finale, porta in scena la “sua Madama Bovary”, presentandosi in un vestito dall’aspetto nuziale e quello dell’epoca. Una brillante commedia dispersa in un'indefinita pianura, recitata con frammenti dialettali per eccellenza nella lingua corrente del territorio dove incontriamo Emma una provinciale, sposa di Charles Bovary, ufficiale sanitario di una non definita altrettanta provincia. La donna, crede d’intraprendere con lui una vita soddisfacente alle sue necessità, saziando i suoi desideri più reconditi. Inquieta e impaziente nel mettere in pratica componimenti narrativi e lussureggianti fantasie derivanti dalle “novelle popolari”, contornati da tradimenti per sfuggire alla routine del matrimonio, scoprendo tutta l’inespressività che ne deriva dalla semplicità del suo compagno che pur amandola sinceramente, egli non è in grado di colmare i vuoti che si trasformano in voragini per la nostra protagonista. C’è una leggera confusione: la pianura che avvolge la campagna di Flaubert è quella francese… non padana! Indiscutibilmente ci troviamo di fronte a qualcosa d’insolito, la drammaturgia che stiamo per raccontare è quella che la brillante autrice e interprete Lorena Senestro, reinventa una Bovary quotidiana, rievocando versi di Guido Gozzano, portando in scena un monologo intercalato tra il dialetto piemontese e l’italiano con estrema disinvoltura, già sperimentato in altre occasioni con altri nomi del passato. Sebbene questo insolito soliloquio, abbia questa variante, non si deve pensare che sia in qualche modo evirato del suo aspetto teatrale, detto questo, autorevoli critici sono arrivati alla stessa conclusione nel vedere lo spettacolo, definendo la Senestro attrice ironica, il testo colto e spiritoso, tra momenti di disperazione alternando risate e sorrisi dove il pubblico non si annoia, anzi continua a seguirla sin dalla prima entrata in scena. Da parte nostra c’è voluto un anno per avere l’opportunità di assistere a questa splendida esibizione avvenuta al Teatro Concordia di Venaria (TO), è valsa la pena di tanta attesa. Questo spettacolo è stato Finalista al Premio Scenario 2011, grande debutto al Teatro Stabile di Torino nel 2012, menzione speciale Argot Off 2013, più di cinquanta repliche in diverse piazze italiane ed estere.  Salendo sul palco, Lorena più che attrice è un abile istrione, qualunque sia la sua parte… senza porsi limiti… riesce a coinvolgere gli spettatori recitando… dove c’è sempre un desiderio che trascina, e una convenienza che trattiene, sarebbe stata l’affermazione di Emma Bovary…

Torino (Italia), lunedì 17 novembre 2014


Ecco l'autrice e interprete Lorena Senestro nella veste di Emma Bovary.

mercoledì 12 novembre 2014

TERAPIA… ECCO COSA CI VUOLE… recensione di Daniele Giordano

E’ sempre un piacere ritornare e trovarsi immerso in un’atmosfera parigina nel cuore di Torino! Fare parte di quel d’Antàn al coperto mentre fuori imperversa la solita pioggia autunnale. Il calore dei suoi cinquanta posti a sedere, definito il più piccolo teatro d’Italia… ha lasciato la sua posizione a un subentrante teatro italiano contenente solamente trentacinque posti… declassando il suo primato ma non il suo fascino… Per noi torinesi resta il teatro più piccolo, piacevolmente attratto da chi regolarmente lo frequenta ogni martedì per non perdersi ed assistere al suo Varietà… quello della Terapia… appunto… della Caduta! Pochi sanno cosa s’intende nel gergo teatrale per “caduta” la sua definizione è bellissima. Un avviso per i lettori: Non pensate di andare un martedì e occupare un posto se non l'avete prenotato, è così che funziona! Vi chiederete perché tutta questa manfrina per un piccolissimo teatrino, beh… mi viene in mente una pubblicità: se non provi… non sai! Tornando al pensiero, al Teatro della Caduta ubicato a Torino in via Buniva, 24 (da non confondersi con il Caffè della Caduta di via Bava, 39), durante il varietà, si sono intervallati sul palco un’attrice per eccellenza, il suo fascino e la sua bravura, come donna e attrice è superato da poche sue colleghe. Avremo modo di vederla in altre vesti recitare in prosa Madama Bovary, il quindici di questo mese al teatro Concordia di Venaria – TO, di questo parleremo in altra occasione. Continuando, se poi accanto a lei troviamo il bravo Marco  Bianchini… beh è inutile dire che le lacrime di risate scenderanno copiose dai vostri volti. E su questo proposito tra il pubblico cerano due noti personaggi conosciutissimi, di risate ne hanno fatte. Queste due artisti operanti nel settore della prestidigitazione, per farvi capire chi siano, ma per ragione di privacy, solo per quella non posso svelarvi i loro nomi ma possiamo darvi un aiutino, incominciamo e finiamo col dire che i loro nomi iniziano con la lettera A dell’alfabeto, entrambi amano la loro bella Torino, il primo conosceva già il locale a differenza del secondo che è rimasto entusiasta per l’insieme e soprattutto per aver scoperto questo fantastico luogo, stop! Continuiamo invece a comprendere chi si è esibito, sul palco ritroviamo in ordine sparso il simpaticissimo “tormentone” Manuel il Giullare, Paola Lombardo e Nicola Muntoni, Michele Cosentino, Paolo Avataneo, Walter Perino in un numero “luminoso” e poi il cantastorie Marcello Fondo. Per terminare la carrellata dei nomi degli artisti, si sono esibiti … in piccionaia… due musicisti Alessandro Mosca e Giorgio Volpe. Da questo posto si esce veramente ritemprati… ciò significa che la Terapia della Caduta è efficace!

Torino (Italia), mercoledì 12 novembre 2014




lunedì 10 novembre 2014

IL SEGUITO DELLA SERATA commento di Daniele Giordano

E mentre succedevano tutte queste cose, stavo andando verso casa quando…(parafrasando il Sommo) nel camminar della mia esistenza mi trovai in una selva oscura (più che selva, un pub)… dove la via era per niente smarrita… Non APRITE QUELLA PORTA… avevo lasciato da poco TOHORROR Film Fest, frammenti di horror mi si erano conficcati nel mio subconscio… Noncurante aprii quella porta… Più che un pub, sembrava un’anticamera inquietante… un ricovero dei dannati… Tutto questo non poteva spaventarmi… avevo visto ben altro in questi giorni… Così, con aria indifferente… scesi le scale, sorpassato l’antro… trovai  Caronte… dovetti dargli una moneta per poter traghettare… lo Stige… attraccammo in un festoso ambiente (sempre così, vi ricordate quel film Dal Tramonto all’Alba), colori cupi, volti riconoscibili, inutile menzionarli per via della privacy, sono quelli che abitualmente trovate ogni mattina con lo sguardo distaccato e impettito, alcuni invece non separano il giorno dalla notte… Ripensandoci,  uno potrei nominarlo… era Virgilio… mi stava conducendo nel luogo più caldo del sottosuolo: l’INFERNO. Quell’inferno popolato da esseri umani, vampiri… potevano mancare le loro modelle vampire…? Un aggrovigliarsi di corpi invitanti tenuti a bada da un Mr. Bianco e l’altra metà del cielo Daniela, si quella di Inferno cafè e del suo omonimo negozio di via Carlo Alberto a Torino. Strani personaggi ruotavano intorno ad essi, era una girandola di bellezze. La serata sembrava non terminasse mai… mi aspettavo che da un momento e l’altro si bloccassero le porte… ed iniziasse la scena clou del film…appena accennato invece, il tempo si era fermato. Da lontano si odevano suoni scelti per l’occasione… il caldo era insopportabile… ma si stava benissimo… Il luogo è facile da trovare a due passi dal centro di Torino… l’INFERNO CAFE’ un luogo dove il personale ti coccola facendoti divertire con sano gusto. A proposito di gusto… è un posto particolare, dove si mangia bene, si beve ancora meglio, e… beh… ci siamo capiti… (spero che sia senza ombra di equivoci)… altrimenti avrete a che fare con… Mr. BIANCO… Un consiglio: cercate di non farlo inc******! Intanto io ho concluso la serata piacevolmente in compagnia e tra amici. Provate, si replica venerdì 5 dicembre!


TOHORROR ULTIMO ATTO PRIMA DEL VERDETTO l’opinione di Daniele Giordano

Ieri alle ore 18:00 con l’ultima personale dedicata ad un regista prima della chiusura del concorso che avverrà sabato 8 novembre iniziando dal pomeriggio. Sarà una giornata intensa. La personale cui mi riferivo è rivolta ad Aldo Lado, proiettando “L’ultimo Treno della Notte” Italia 1975 – 95’ un capolavoro sul genere, subito dopo l’incontro col maestro, un’ottantenne brillante, capace ancora di stupirci con i suoi lavori, ha intrattenuto i presenti (sala Cubo delle Officine Corsare, gremita all’inverosimile), con aneddoti interessantissimi tra cui, confermando la tanto discussa “voce di corridoio” di un regista italiano di genere che si affacciava per la sua prima volta al genere o meglio dire con il suo primo film, quello che gli diede la fama che tuttora detiene!


venerdì 7 novembre 2014

QUARTA GIORNATA DEL TOHORROR l’opinione di Daniele Giordano

Continuiamo il nostro percorso Horrorifico, riguardante il TOHORROR Film Fest  che in questi giorni imperversa nella città definita magica dagli esperti di occultismo: Torino.   Abbiamo preso a caso per voi alcuni titoli in concorso e dopo averli visionati esprimiamo la nostra opinione della serata di giovedì 6 novembre presso le Officine Corsare di via Pallavicino 35 Due cortometraggi in concorso: La Carne Cruda, Spagna 2013 – 19’ B/N regia di Samuel Lema (presentato dal Fantafestival) dovrebbe promettere bene almeno dal suo biglietto da visita, ma non è così. Trama, solita storia di cannibalismo radicato sino da bambino, neanche tanto specificato del perché o del come. Due croci piantate vicino ad un albero, intorno ad esse una distesa infinita di prato, cimiteri per il regista non esistevano. Scene di tagli propri o di persone contattate via internet per “accaparrarsi il boccone” migliore: il pene altrui, saltato in padella… senza neppure uno spicchio d’aglio… suvvia! Il voto da me suggerito è uno. L’altro dal titolo La Otra Cena, Spagna 2013 – 13’ regia di Albert Blanch (presentato dal FMK FESTIVAL), tratta di una non precisata condizione di una città alla vigilia di Natale, i saccheggiatori sono tantissimi. In questo caso è l’esercito che ha il compito di mettere ordine nelle strade pattugliandole. I pochi sopravvissuti tentano la fuga in altre località. Tutto questo ad un anziano non interessa, egli per amore rifiuta di andarsene e con quel poco di provviste fa ritorno a casa, dove ad aspettarlo c’è la sua consorte. Nel rincasare, uno sciacallo vuole appropriarsi del contenuto della spesa, tenuto sottotiro di un’arma. Non stiamo a sottolineare questo passaggio, è marginale. Non gli viene rubato nulla e lui si dirige verso la sua abitazione. Intanto il rastrellamento dell’esercito continua casa per casa, alloggio per alloggio, avvicinandosi al palazzo dove vive il protagonista. L’uomo, non curante di quanto accade fuori, è vicino sua moglie (anch’essa, come per il precedente cortometraggio è affetta da cannibalismo), il rumore dei soldati distoglie l’attenzione alla moglie per affacciarsi al balcone, comprende che tra poco entreranno uccidendo la sua amata, non c’è tempo, corre a barricare la porta d’ingresso per prendere tempo di cui ha bisogno per mettere in pratica il suo diabolico piano. Nel frattempo ( da qui in avanti il passaggio si presenta veloce tra le diverse inquadrature che intercorrono per legare tutta la scena) ritorna dalla sua adorata slegandola, nel farlo lei si avventa contro di lui che le augura un felice natale e… ricca cena… i soldati irrompono nella stanza… Voto 6. Nell’intermezzo c’è stato l’incontro tra diversi scrittori che hanno presentato i loro ultimi lavori. Andrea C. Cappi, ha parlato della sua nuova trilogia basata su una bellissima e sexy vampira (forse gli è rimasto indelebile la figura di Vampirella) dal titolo Le Vampire di Praga, mentre Danilo Arona e Edoardo Rosati con La Croce sulle Labbra, sono alle prese con un virus di fantasia ma doveva risultare credibile al pubblico, facendolo diventare molto vicino alla realtà. Invece, Michele Tetro con la sua Letteratura Horror- Fantascienza, racchiude parte dei nomi che hanno contribuito a questo genere di letteratura. Tutti i libri sono disponibili in libreria. Parliamo invece dei Lungometraggi in concorso due scelti per voi, L’ètrange coleur des larmes de ton corps, una produzione mista tra Belgio/Francia/Luxemburgo 2013 – 102’ registi Hèlène Cattet e Bruno Forzani. Riporto: Un incubo che è opera d’arte visiva, dai creatori di Amer. Trama, Ritornando a casa da un viaggio di lavoro, non trova sua moglie. Sebbene questo lo inquiete, ancor più strano è che la porta fosse chiusa dall’interno con la catenella. Nel vederlo mi è balenato un dejavuè su un film, facendomi ricordare qualcosa di analogo come storia da non confondere come remaker. Quale mistero o affascinanti segreti può celare quel fascinoso palazzo? Che dire sul comportamento dei suoi inquilini, ma sono veramente i soli abitanti o ci possono essere altri che condividono la stessa metratura dello stabile? Certamente le mura di quell’edificio hanno di che raccontare. Voto 7. Passiamo a Beautiful People Italia 2013 – 90’ regia Amerigo Brini. Qui abbiamo tutto il concentrato che il festival ricerca. Trama, Tre rapinatori: lo spietato, il depravato, il fratello succube dello spietato costretto a filmare tutte le nefandezze compiute. Sempre alla ricerca non solo di denaro o gioielli, quelli forse erano l’ultimo dei loro capricci. Essi cercavano qualcosa di molto accattivante che riempisse stimolando soddisfando i loro sensi animali. Tralasciamo parte delle scene concentrandoci su quella decisiva. Una notte riescono ad entrare in una casa di un ricercatore scientifico. I malviventi angosceranno gli occupanti facendo fuoriuscire dei segreti su ognuno di loro. Beh.. se non avete visto il film… non potete immaginare neanche minimamente di come andrà a finire. Voto 7. Questo il programma di oggi. Ore 16:00 Panoramica Troma, da non perdere la visione di Poultry con: Night of the Chicken Dead, usa 2006 – 103’ regia Lloyd Kaufman, presegue con L’ultimo treno della notte Italia – 1975 94’ regia Aldo Lado, incontro col regista. Alle 21 presso la Film Commission Torino proiezione del film Notturno di Chopin Italia 2012 – 85’ regia Aldo Lado per proseguire alle Officine Corsare i selezionati in gara di Cortometraggi. Arrivederci a Domani con la premiazione!


Torino (Italia), venerdì 7 novembre 2014

giovedì 6 novembre 2014

SI E’ VISTO DI PEGGIO recensione di Daniele Giordano

Sin da tempi remoti, l’uomo a sempre collegato fatti incomprensibili a presagi nefasti. Il passaggio di una cometa per esempio, la frase “mille non più mille” o cosa potesse accadere con il “millenium bug” lasciando tutti o quasi con il fiato sospeso, sino alla profezia errata dei Maia. Falsi allarmi… premonizioni…? Allora giochiamo con la fantasia! Una pioggia di piccoli meteoriti infuocati si abbatte sulla superficie terrestre… le case prendono fuoco, le foreste bruciano, gli animali scappano cercando riparo… per la popolazione non c’è scampo… è un’ecatombe. I superstiti trovano rifugio nel sottosuolo. E’ strano come la storia si ripete. Nonostante lo scampato pericolo in superficie, la vita nel sottosuolo non è delle migliori. Mancanza di cibo, l’arroganza di chi è arrivato prima cerca di mantenere il suo spazio imponendo il suo credo, come se non bastasse una strana comunità nominata Quilini, turba la loro già precaria vita da cavernicoli. Fermo la mia fantasia per farvi conoscere gli attori di questa commedia presentata al teatro Don Bosco (via Piazzi 25 Torino), in occasione della Giornata Nazionale della Persona con Sindrome di Down. In ordine alfabetico troviamo Claudio Bertolino, Giovanni Boretto, Simone Brusaferro, Armando Buonaiuto che ha curato pazientemente la regia e il testo facendo recitare i ragazzi down, Michele Buonaiuto co-autore del testo, Marco Corda, Michele Dicanosa, Chiara Giordano, Guglielmina Guilla, Alessandro Manfrini, Stefano Olivetti, Stefano Pentenero, Mattia Perlo, Giulia Randone, Ilenia Siciliano, Alessio Teofilo, Elena Vezzani. Senza la sostenuta presenza del Cepim – Torino Centro Persone Down, questo spettacolo non si sarebbe potuto fare. E’ un’associazione di volontariato fondata da genitori che opera dal 1979 per sostenere le famiglie nel loro compito educativo e migliorare la qualità della vita delle persone con questa sindrome. Hanno scelto un titolo… forse scaramantico… per questa recita: Si è visto di peggio. Sicuramente condivido il titolo, si vede di peggio… ma loro sono stati magnifici. Bravi tutti!


Torino (Italia), giovedì 6 novembre 2014

mercoledì 5 novembre 2014

E QUATTORDICI LO DICE IL MOSTRO DEL THORROR l’opinione di Daniele Giordano

ECCE MOSTRO… Questo è il titolo di questa edizione, sempre sotto la direzione artistica di Massimiliano Supporta, per la direzione organizzativa l’instancabile Erika Supporta (in seguito conoscerete gli altri dello staff), ieri alle Officine Corsare (via Pallavicino, 35 Torino) si è aperto il sipario sulla quattordicesima edizione del TOHORROR Film Fest! Come sempre, anche quest’anno gli interessati o esperti di genere avrà modo di discutere, confrontarsi, soprattutto di vedere film che normalmente non saranno distribuiti su larga scala. Sette i lungometraggi due dei quali ieri c’è stato il loro battesimo. Ecco il titolo: Love Eternal, Irlanda 2013 – 94’ regia Brendan Muldowney. Trama, il protagonista rimasto solo al mondo incapace di comprendere emozioni decide di togliersi la vita… voto 4/10
Il secondo film Sonno Profondo, Argentina 2013 – 67’ regia Luciano Onetti. Trama, tutto è legato a ricordi d’infanzia e sull’uccisione della madre. Il protagonista dopo aver assassinato una donna, riceve una busta con delle foto inerenti all’omicidio, in allegato una chiave e un indirizzo. Si ribalta così la scena trasformando il cacciatore in preda… Vuole essere un omaggio al suo idolo Dario Argento. Nello scorrere le immagini troviamo una serie di analogie ai film del grande Maestro con un mediocre risultato… voto 1/10
La giuria per i lungometraggi, sono Dario Arona scrittore, Davide Pulici giornalista (Nocturno Cinema), Ivan Zuccon regista. Questa sera s’inizia dalle ore 16:00 con il tanto atteso Panoramica Troma in Classo of nuke ‘em high, USA 1986 – 85 regia Lloyd Kaufman. Dopo lo scarso successo dei primi due sequel, non ha gettato la spugna, anzi, con grinta ha voluto ridare “ossigeno al sangue” riscuotendo critiche favorevoli. Trama, siamo in un liceo poco distante da uno stabilimento nucleare. Nel prato di quest’ultima, è coltivata della marijuana. Chrissy e Warren, due studenti del liceo adiacente, dopo averla fumata… subiranno le conseguenze non solo quelle dovute agli effetti della droga… ben altro…
Intanto sono arrivate le ore 18:00 alle Officine Corsare si stanno preparando gli stuzzichini per l’apericena, se poi uno volesse mangiare… la cucina offre gustosi piatti a prezzi non interessanti… ma POPOLARI che è ben diverso! Bene, a pancia piena si gusta meglio la serata che inizia con una serie di cortometraggi, alle 19:30 l’appuntamento con la simpatica Cristina Astori e Stefano Di Marino, Da non perdere l’Evento Cinema presso Il Movie della Film Commission (via Cagliari, 42 Torino) incontrando l’autore del film L’autre Monde, Francia 2013 – 87’ regia Richard Stanley. Una serata da non farvi dormire questa notte!

Torino (Italia), mercoledì 5 novembre 2014


martedì 4 novembre 2014

HALLOWEEN CONTAGIA PROPRIO TUTTI recensione di Daniele Giordano

Il luogo è lugubre (quello del palco) a differenza del teatro Cardinal Massaia in Torino che li ospita… gli spettatori saranno trasportati in un’atmosfera degna della ricorrenza: Halloween! A uno ad uno figure spaventose incominciano a popolare il palco uscendo dalle loro cripte… portando ognuno il proprio fardello, esprimendolo nel migliore dei modi agli intervenuti che guarda caso anch’essi travestiti per onorare lo spettacolo. Diverse forme d’arte si fondono per realizzare Horror Kabaret, questo sorprendente show: danza, canto dal vivo, teatro, cabaret e battaglie che daranno vita a quadri travolgenti, all'insegna dello stupore.
Alla guida del cast della Compagnia Nuove Forme, artisti folli, tra cui una tenebrosa soubrette deforme, Chantal, un nome trito e ritrito ma efficace quando l’interprete è Tiziana Catalano (del duo comico Le Sorelle Suburbe) che supervisiona la regia, tra gli interpreti troviamo Sergio Cavallaro con il suo inseparabile Simone Faraon, a loro poteva mancare Paolo Mazzini ? No di certo! Troviamo Francesca Roi in abito da sposa… leggermente insanguinato, il volteggiare di Elisa Alberghini con la “sua” danza aerea, nuovissima disciplina nel quale si danza in assenza di gravità grazie all'utilizzo di varie tecniche tra cui la danza appunto e gli elementi circensi espressi con eleganza e teatralità sapendo incantare la platea. E’ la volta di Greta Carrara in abbigliamento tipico di collegiale inglese entrare scena e poi come non riconoscere la voce di Valentina Tesio, reduce dal successo del talent show di Canale 5. Di questa spaventosa messa in scena i personaggi accompagneranno il pubblico in un percorso ricco di humor. I testi sono di Simone Faraon e Corrado Trione, la regia di Sergio Cavallaro e Simone Faraon, per i costumi le abili mani di Monica Casiero. A grande richiesta li ritroveremo nello stesso teatro venerdì 26 dicembre con lo spettacolo PICCOLE GONNE, di e con Alessandro Fullin.


Torino (Italia), martedì 4 novembre 2014

sabato 1 novembre 2014

COSÌ È (se vi pare) recensione di Daniele Giordano

Secondo voi, la verità esiste o non esiste? E se esiste, potrebbe essere la stessa faccia della medesima medaglia? Dilemma o messaggio? Quanti punti interrogativi per esprimere un unico concetto! In questo caso il lettore sarà leggermente disorientato, come di certo chi ha visto l’opera teatrale di Luigi Pirandello – Così è se vi pare – al teatro Concordia di Venaria Reale (TO), per la ricorrenza dei dieci anni trascorsi dall’apertura. Il sipario si apre e voi… immaginate di essere al centro di un circo, con tanto di animali, dove un domatore divertito, riesce “nella classica tinca pirandelliana” come contrappeso mediatore tra la scena e il pubblico. L'opera è incentrata su un tema molto caro a Pirandello: l'inconoscibilità del reale, di cui ognuno può dare una propria interpretazione e magari non coincidere con quella degli altri che è ben rappresentata dal personaggio Laudisi. Un'impossibilità a conoscere la verità assoluta. E gli animali, direte voi? C’erano ed erano in tanti, ignari di essere rappresentati come tali in questo dramma della vita, movimentando la monotonia della loro scialba quotidianità, dove si desidera entrare con violenza nella vita del prossimo, sapere tutto di tutti. Giudicando senza essere giudicati. La verità non esiste, questo sembra essere il vero messaggio che Pirandello vuole trasmetterci in questa pièce. Se poi esiste, forse non è l’unica verità. Da questo concetto si sviscera il dramma, passando dal grottesco al surreale, improntato su un gruppo di pettegoli, in una società carente, discutendo tra loro animatamente, cercando in qualche modo di venirne a capo. Gli stessi protagonisti della controversia, lanciano apertamente accuse di pazzia e compianto per la triste situazione dell’accusato ma sempre più convinti di avere ragione, esaminando approfonditamente, lasciandosi andare a conclusioni errate sullo “strano” ménage di un marito, una fantomatica moglie e una suocera. Esasperati e bramosi di conoscere “la vera verità” avventandosi sulle loro prede elevandosi a giudici, rivestendo una veste non loro, tutto sotto gli occhi divertiti della saggezza del domatore. E’ qui che il regista Adriano Pellegrin ha voluto in quest’opera teatrale modificare alcune cose. A suo dire sembravano più incisive e attuali, sebbene l’opera scritta nel 1917, modificata dallo stesso Pirandello anni dopo, da allora non è mutato nulla a riguardo all’invadenza di alcuni soggetti nei confronti del prossimo. Infatti, Pellegrin ha modificato l’allestimento scenografico originale ponendo la farsa in un circo, in cui sono evidenziati tutti gli ingredienti, a iniziare dal domatore Laudisi (interpretato dal bravo Roberto Incannila), le belve: il consigliere Agazzi (Livio Mottura), Amalia (Laura Cotza), Dina (la giovanissima e brava Isabel Rodriguez Ramos), la signora Sirelli (Gaia Salemi), il prefetto (Raffaele Tarzia), il commissario Centuri (Claudia Cotza), le signore Cini e Nenni (Maria Luisa Borghese, Marina Milanasso). Infine, non ultimi i personaggi spettrali su cui ruota l’intera rappresentazione, la signora Frola (Rita Regis); suo genero, il Ponza (Simone Schinocchia) e sua moglie Giulia Superti, anche assistente alla regia. A generare l’insieme di questa recita, due compagnie unite da sempre, quella di Tedacà e la Bizzarria; le scene e costumi sono di Francesco Calabretta e Sara Brigatti; il coordinamento tecnico: Walter Schinocca, Andrea Rizzitelli, Giuseppe Venuti. Sebbene il lavoro teatrale sia stato piacevole, come del resto il regista Adriano Pellegrin aveva pronosticato, egli ha voluto rivolgersi all’autore con tono sommesso. Richiamando l’attenzione di chi seppe scrutare atteggiamento dell’individuo, facendolo con ilarità in tutte le opere scritte da Luigi Pirandello, dedicandogli questa opera teatrale rivisitata… e come direbbe Lamberto Laudisi: Il dibattito continua senza arrivare ad alcuna soluzione, finché non interviene la moglie  ad affermare che essa è ciò che marito e madre vogliono: Così è, se vi pare. 

Torino (Italia), 31 ottobre 2014



martedì 28 ottobre 2014

EVVIVA IL VARIETA’ commento di Daniele Giordano

Dopo anni d’instancabile attività scenica, passando per la tv, troviamo Margherita Fumero ora anche nei panni di regista. Nel farlo, non solo si è divertita nel dirigere la compagnia I Fumeri per Caso, ha anche recitato con alcuni di loro, attraccando per due giorni al palco del Teatro San Paolo di Rivoli (TO). E’ inutile dire come il suo affezionato pubblico si è recato in quest’occasione e pronto ad applaudirla. Per la rassegna “Rivoli a Teatro” curata e sede della compagnia Campotheatro che per la stagione 2014/15 ha selezionato una piacevole programmazione adatta a tutte le età. Così è stato lieto di presentare e accogliere la Fumero con il suo “stimolato spettacolo” dal titolo EVVIVA IL VARIETA’ la quale ha voluto proporre con una miscellanea sketch, canzoni, balli, monologhi e scenette dell’avanspettacolo, rivisitando quel tempo che fu. Ponendo in vista gli interpreti nelle sue caratteristiche specifiche di esibizione. Pertanto in ordine sparso abbiamo: Maria Occhiogrosso (attrice in diverse recite con la protagonista), il cantante Nicola Oliveri, seguito da Giuseppe Zummo (cantante/attore) con Mariangela Cottone anche lei attrice nella scenetta ai giardinetti. Alessandra Arricale in un monologo; Marko Negri apre lo spettacolo con un soliloquio; mentre la brava Giorgia Lorusso e Federico Senes ballerini entrambi, mettono alla prova le loro capacità riscuotendo l’assenso del pubblico. Serena Rosata è la protagonista della simpatica scenetta dell’anagrafe. Vito Solitro, Aurora Marenco, Gina Petrucci e Immacolata Schiena sono i personaggi della gag dei cinquanta euro… o come si pagano i debiti… Non ultimi ma per chiudere in bellezza la serata, troviamo la gradevole recita dell’attore Giorgio Serra e l’estroversa Margherita Fumero nelle vesti di cameriera, in una piacevolissima conclusione teatrale… tipica dell’avanspettacolo… perché anche questo è Varietà! 

Torino (Italia), 28 ottobre 2014  


lunedì 20 ottobre 2014

E’ FACILE DIRE SE CI SEI…recensione di Daniele Giordano

L’Anteprima Nazionale a Torino dello spettacolo “Se ci sei batti un colpo”presentato nel Salone delle Arti del Cecchi Point (Via Antonio Cecchi 17 Torino), si può descrivere in poche righe. Il testo (di Letizia Russo) è piacevole e scorrevole. L’attore, esordisce “uscendo per un momento dalla sua stabile compagnia” interponendosi tra il pubblico e sé, mettendosi in gioco con estrema naturalezza, riuscendo a essere straordinario. La presenza di un’attrice e autrice qual è Laura Curino, in questo caso nella veste di regista… ha reso il monologo, i suoi personaggi, interpretati da Fabio Mascagni in una recita meritevole, coadiuvato da luci e suoni eseguiti con tecnica e precisione. L’attore spazia durante i suoi novanta minuti tra il serio e il faceto… lasciando alla fine del soliloquio una riflessione allo spettatore su ciò che fa della vita il regno della meraviglia e della noia, della normalità e della follia, del desiderio e dell'incomprensione, sino alle relazioni famigliari e quelle sentimentali, passando dall'amicizia al lavoro, dalla visione spirituale a quella scientifica, dalle domande dei bambini ai dubbi degli adulti. Lo spettacolo debutterà ufficialmente Venerdì 24 ottobre all’interno del Festival Contemporanei Scenari di San Miniato (Pisa).

Torino (Italia), 20 ottobre 2014



mercoledì 8 ottobre 2014

NON SOLO IL PALLONE HA “LEAGUE” recensione di Daniele Giordano

Sabato 4 e domenica 5 ottobre a Torino si è dibattuto un Torneo Nazionale Improvvisazione Teatrale: IMPRO, a colpi di sketch improvvisati. Le squadre provenienti da Napoli, Lecce, Padova, Perugia e Torino si sono sfidate nello spazio teatrale del Cecchi Point a Torino, residenza di Quinta Tinta, una compagnia teatrale operante da qualche tempo sul territorio torinese e non solo. In cosa consiste questo torneo? In modo semplice (si fa per dire), i contendenti anzichè correre dietro una sfera, si sfideranno sul palco a colpi di gag, partendo da una frase o parola fornita dal pubblico o dal notaio, perché come ogni intrattenimento che si rispetti deve averne uno! Sarà poi il pubblico a dare un giudizio mediante votazione plenaria alla squadra migliore in campo, convalidato dall’attento occhio del notaio che durante la prima manche è stato Roberto Garelli, per la seconda è la volta di Renato Preziuso. Gli sfidanti del Girone A, cioè quelli di sabato erano: Deborah Marini, Marco Dallera, Ennio Passaro e Alessandro Cebrian Cobos la squadra di Torino Nera, per la squadra di Perugia troviamo Raffaele Silvani, Alessandro Ruta, Marta Galli e Nicola Frascati, ed ecco al completo la squadra di Lecce con Eleonora Loche, Michele Lecci, Francesco Mauro e Bruno De Gaetano. Nella giornata di domenica per il Girone B, si sfidavano: per Torino Bianca Elena Ascione, Gianpaolo Culla, Matteo Barbero e Ivano Zanchetta. La squadra di Padova era composta da Paolo Canuto, Filippo Maistrello, Giulia Martin e Silvia Carnio. Per i colori della squadra di Napoli troviamo Luigi Bartillotti, Maura Bellini, Luca D’agostino e Diego Purpo. Si sono alternati simpaticamente nel presentare Andrea Siciliano e Tiziano Storti. Nella giornata di domenica, per quest’ultimo match, sono scese in campo le due squadre con il miglior punteggio ottenuto, cercheranno di vincere il primo premio consistente in un’enorme coppa, affrontandosi sportivamente ed ecco le due squadre finaliste Lecce contro Napoli. Un solo vincitore…uscirà da questa simpatica carneficina… tutto sta a chi interpreterà meglio l’idea proposta, facendo divertire il pubblico. E’ con questo motivo la squadra di Lecce si porta a casa l’enorme primo premio! Inoltre, Quinta Tinta ha posto in palio un premio consistente, una coppa (leggermente più piccola) consegnandola al miglior improvvisatore, vinta dal simpatico Nicola Frascati della squadra perugina. L’atmosfera non poteva che essere gioiosa e frizzante, l’accompagnamento musicale con le sue sonorità imprò...vvisate era del Maestro Enrico Messina. Un pubblico partecipe e divertito dalle improvvisazioni eseguite dalle squadre in lizza, le quali hanno saputo e dovuto sostenere tutte le prove sottoposte a questo IMPRO LEAGUE definito spettacolare!


Torino (Italia), 7 ottobre 2014

martedì 7 ottobre 2014

La DIFFERENZA tra SESSO e AMORE recensione di Daniele Giordano

In fondo alla locandina che annuncia la rappresentazione teatrale, si legge: Spettacolo fuori rassegna! E poi ancora… leggermente sotto: Adatto a un pubblico maggiorenne. Forse era meglio scrivere: spettacolo fuori di testa! Giacchè trattava un argomento interessante… considerato l’afflusso di persone intervenute… e il soul out di tutte e due le serate in programma. Eh…quando si parla di sesso… la cosa si fa intrigante evidentemente, malgrado ancora alcuni tabù, non di certo per l’autore. Stiamo parlando di Marco Cavallaro attore, regista, con un leggero accostamento al ruolo cabarettistico, padronanza assoluta nello spazio scenico nel raccontare il suo monologo dal titolo: Sesso contro Amore. Più che un soliloquio, si era trasformato in un dialogo con i presenti, fluido e piacevolmente apprezzato dal pubblico del teatro San Paolo di Rivoli (TO). Due serate con tutto esaurito, tant’è che per accontentare le persone rimaste senza biglietto, la gestione ha allestito una terza pomeridiana. Cosa ci sarà stato di così importante per vedere arrivare quella marea di persone in teatro suscitando il delirio antropico su di esso accorrendo a uno show mai uguale da un giorno all’altro, poichè è il pubblico con la sua spontaneità aiutare l’artefice, alimentato dalle costanti risate senza trascendere in volgarità. Più che il vedere, era sentire una serie di analogie uomo/donna, con tanto di supporti visivi sul comportamento intrigante o meno che fa quella leggera differenza tra queste due parole: Sesso & Amore. L’artista, ripercorre attraversi immagini e chiacchierate la spirale racchiusa nell’individuo, cercando di riuscire a capire se prevale prima il sesso o l’amore, coinvolgendo tutti… i presenti, senza risparmiarne alcuni con le sue gag. Il pubblico ride, forse ignaro o consapevole di essere involontariamente uno dei protagonisti… e sta ridendo di se stesso! Come sempre ridere fa bene oltre a esserci una morale: Vogliatevi bene… amando… voi stessi. Uno spettacolo irrorato da lacrime… tante si sono versate dal ridere, durante l’intrattenimento condotto dal bravo Cavallaro.

Torino (Italia), 6 ottobre 2014




venerdì 3 ottobre 2014

MAGARI SENZA CADERE recensione di Daniele Giordano

Chi da ragazzi non ha inseguito un sogno, cercando di vederlo realizzare a discapito delle convenzioni e le regole di quel periodo, sfidando “la forza di gravità” per qualcosa che vuoi davvero. Prendendo spunto da due storie vere, Stefano Dell’Accio ha composto un monologo bizzarro e al tempo stesso interessante. Già in precedenza abbiamo scritto e assistito alle sue stravaganti conversazioni, sicuramente di tutto rispetto. Per il cartellone di Tangram Teatro “Maldipalco” propone ripercorrendo la storia di due avvenimenti importanti per l’epoca che andrà a narrare intersecandoli tra loro. Per farlo, l’autore parte con il suo soliloquio, iniziando dalla “caduta di una mela” sulla propria testa… si appunto da Newton! Che cosa centra poi Newton con il suo assolo… necessariamente niente… tranne parlare di gravità con tanto di mele al seguito. Perché è di gravità che si parla in quelle due vite del tutto dissimili. Si contengono separatamente prendendo forma sino a portare l’ascoltatore al finale di quest'assolo drammatico. Certo, l’attore ha iniziato il percorso partendo da lontano, ma nel suo proseguo lo spettatore si renderà conto che in qualche modo tutto è concatenato, come le due storie che il bravo artista è andato a scovare in una data storica come quella del 20 maggio 1927. Data che dice poco ai più ma a Charles Lindemberh e Jack Sharkey, i due protagonisti della vicenda, in quella profetica notte si mettevano separatamente in gioco con una sfida importante…dove la posta era il loro futuro! Uno sul piccolo aereo tentava per la prima volta la traversata dell’Atlantico con meta Parigi, l’altro sul ring dello Yankey Stadium nel Bronx sfidando un campione di boxe peso massimo per prendere il suo titolo. Queste due figure di spicco, poco più di ventenni entrano nella storia dell’autore, entrambi con un equanime obiettivo “Magari non Cadere” (ecco il senso di gravità) per afferrare quel sogno e vederlo realizzato. Sebbene fossero in tanti nel pensare che ambedue non sarebbero riusciti a portare a termine quanto stabilito, ma se vuoi davvero qualcosa o molli tutto e guardi gli altri fare quello che vorresti tu, oppure decidi di provarci e andare sino in fondo. Questa è la sola risposta. Il monologo oltre ad essere piacevolmente scorrevole, l’accompagnamento musicale prestandosi molto al tema da affrontare, sviscera un finale commovente tra le due storie velando la vittoria di uno sull’altro… del resto non ci sorprende, è come la vita vissuta quotidianamente…
Torino (Italia), giovedì 2 settembre 2014


mercoledì 1 ottobre 2014

I RACCONTI DEL TERRORE recensione di Daniele Giordano

Per gli appassionati di genere, il nome di Edgar Allan Poe è sinonimo di brivido. Un personaggio a tutto “tondo” come si usa dire, fu uno scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore, storyteller e saggista e per non farsi mancare nulla…inventore del racconto poliziesco e letteratura dell’orrore, oltre del giallo psicologico. Tutto questo per raccontare ciò che il regista e attore Ivan Fabio Perna ha portato sulla scena con: I Racconti del Terrore al Teatro Erba in Torino. Detto questo, non si vuole paragonare Ivan Fabio Perna al grande maestro, poiché parrebbe eccessivo. Con il suo monologo, dimostra di conoscere a fondo la letteratura di Edgar A. Poe, facendolo in un clima scenografico composto di proiezioni e musiche originali di Igor Ferro, suonate con la sua ghironda, facendosi accompagnare dal violoncellista Fabrizio Sandri rigorosamente dal vivo. Tutte racchiuse in un allestimento video di Massimiliano Nicotra, infatti, hanno esaltato le scene trasportando lo spettatore in una dimensione gotica, dentro l’irrazionale suspence che scaturisce durante il racconto stesso. Il magico designer light affidato a Rota, Striano, Zappavigna, inebria lo spettatore abbracciati dagli effetti scenici di Davide Allena che racchiudono il quadro interpretativo dell’attore. Si affaccia da qualche tempo come aiuto alla regia una simpatica Denis Consiglio. Sebbene la serata sia stata condotta e apprezzata dal pubblico, c’era una nota stonata nella coreografia: i costumi, ma questa è un’altra storia!

Torino (Italia), 23 settembre 2014





sabato 27 settembre 2014

QUALCUNO PRENDE SUL SERIO UNA SAGA TELEVISIVA… DIVERTENDOSI… recensione di Daniele Giordano

A memoria ricorderete certo quella serie apparsa da noi in televisione nel 2009 e mai portata a termine, ideata da Kenneth Johnson, mentre in America uscì nel 1984. Una serie a puntate, in cui si vedevano personaggi provenienti da un altro pianeta oscurando il cielo di ogni Stato con le loro enormi navi spaziali, chiedendo ai nostri Presidenti la possibilità di attingere acqua e prelevare minerali comuni, offrendo in cambio le loro avanzate tecnologie in campo medico. Tutto sotto l’auspicio della Pace! Questo non vi ricorda ancora nulla? Allora ecco un piccolo aiuto: la sigla del seral, nei titoli di apertura… terminava sempre con una lettera V in colore rosso. Stiamo parlando dei Visitors… ah… ora incominciate nel ricordare, quante volte vi eravate seduti in attesa di sapere come si sarebbe sviluppata la puntata. Sì, ma cosa centra? Certamente vi sarete domandati perché scriviamo su quest'argomento, sebbene la saga ormai da lungo tempo sia stata interrotta, pare per mancanza di odiens. Parola difficile da digerire per chi immette via etere un qualunque spettacolo. La differenza che esiste tra questa parola e la fantasia umana è notevole!  Qualcuno ha pensato bene di “impadronirsi” in questo caso sarebbe meglio dire si è invaghito al punto di farla continuare… non in televisione, bensì dal vero, con personaggi vivi, esistenti. Esiste, infatti, un’associazione con tanto di statuto che calca le gesta di questo serial con passione, determinazione e serietà. Ecco il motivo e del perché portiamo a conoscenza questa simpatica notizia, dandovi la possibilità di assistere alle prime prove di filmati prodotte da questa simpatica associazione. Non sono ancora filmati definitivi, ma semplicemente prove… per verificare l’impatto scenico degli effetti speciali, per incominciare a descrivere la sceneggiatura per passare poi alla fase finale… e su quest'ultimo punto cercheremo di essere attenti e presenti per non perdere neanche un fotogramma del loro futuro lavoro o divertimento che sia. Intanto incominciate a gradire questo piccolo assaggio… cliccando su questi due link:
http://www.youtube.com/watch?v=YpO-X24kVKg                     
https://www.youtube.com/watch?v=kKxzwMQAwh8&feature=youtu.be                       
…………. e buona visione!

Torino (Italia) 26 settembre 2014


venerdì 26 settembre 2014

VOGLIO VIVERE COSÌ recensione di Daniele Giordano

A chi non piacerebbe ricalcare le gesta del “Casanova” entrando e uscendo da un’alcova all’altra con nonchalant. In breve è quello che succede durante lo spettacolo dal titolo: Voglio vivere così, portato  in scena dalla Compagnia Campotheatro al teatro Erba, con un testo navigato di Marco Cavallaro, per la regia di Ivan Fabio Perna. Il “De Bartoli” inpersonato da Bruno Sasso non perde occasione di correre dietro non a una soltanto, bensì a tutte le gonnelle che attraversano il suo cammino, riuscendo così a riempire la sua già piena settimana lavorativa armonizzandola con quella sentimentale… gestendo amorevolmente tutta la “sua catena di montaggio” con la classica e collaudata scusa del… dopo ti sposo… facendolo in modo simpatico, alle volte satirico, senza lasciare spazio a riflessioni sull’accaduto. Sebbene tutto questo potrebbe capitare nella vita di tutti i giorni, sappiamo benissimo di quel detto che recita… il diavolo fa le pentole… ma non i coperchi, quindi come in ogni bel racconto può accadere un leggero imprevisto: Tutte le gonnelle… rispondenti a Patrizia Battaglia (Camilla), Giulia Berto (Amalia), Tiziana Dentico (Francesca), Sabrina Lucarelli (Luisa), si presentano a casa di Franco De Bartoli nello stesso giorno… e intendono aspettare il futuro consorte. Caos inaspettato per il fidato Ugo, maggiordomo da tempo in quella casa (interpretato da Niko Ferrucci), esso dovrà cercare di liberarsene prima dell’arrivo del padrone di casa… cosa non facile. Il racconto ci riporta alla mente quel genere teatrale leggero, licenzioso, nato in Francia alla fine del settecento dove ci si può aspettare di tutto e di più... e così sarà.
Sebbene la commedia sia recitata in modo accettabile, troviamo una stonatura sulle scelte musicali che a nostro avviso potevano essere più ricercate, per il resto… lasciamo il gusto del finale al pubblico… di certo non scontato, portando  lo spettatore a passare in allegria una serata a teatro. Per questa commedia il consulente creativo è Tony Skandal, l’effetto luci di Salvo Ribbera. 

Torino (Italia), 26 settembre 2014




venerdì 29 agosto 2014

65 ANNI, MA NON LE DIMOSTRA recensione di Daniele Giordano

Con l’apertura della 65° Sagra del Peperone nella Città di Carmagnola, in provincia di Torino (Italia), volevo scrivere un brevissimo racconto sul perché questa cittadina è conosciuta non solo nel suo territorio, anche nel resto dell’Italia e soprattutto all’Estero. La pianta del peperone, originaria dell’America del Sud, trasmigrò con l’aiuto di Cristoforo Colombo sino a giungere nella terra di Carmagnola. Frutto di una selezione messa in atto dall’inizio del novecento, quando la coltivazione del peperone, introdotta dal lungimirante orticoltore Domenico Ferrero di Salsasio si diffuse nella città. Così pazientemente, i contadini carmagnolesi hanno saputo dedicare amore non a solo questa solanacea ma a tutta l’agricoltura circostante, tra cui la coltivazione della canapa. Il Peperone di questa città ricca di storia e cultura, coltivato con successo da oltre cent'anni è riuscito ad ottenere quattro categorie apprezzabili anche ai palati esteri. Tutta la cittadinanza, laboriosamente da quarantatre anni promuove un “Concorso Mostra/Mercato del Peperone” senza entrare nel merito del concorso o sugli eventi connessi alla Sagra, dove gli interessati potranno farlo informandosi sul sito del Comune, gradirei soffermarmi invece sulle ormai note quattro tipologie morfologiche di questo magnifico ortaggio.  Per eccellenza parliamo del “Quadrato ” prende il nome dalla sua forma, alla base normalmente a tre o cinque punte, prodotto autoctono. Il bragheis ha una polpa molto spessa dal gusto dolce, croccante. In cucina cotto in tegame, è ottimo nella preparazione di peperonata o apprezzato crudo in pinzimonio. Pare che nell’edizione passata questa qualità di peperone e, stiamo parlando di uno solo è riuscito a vincere oltrepassando il chilo di peso. Continuando, è interessante sapere che “Corno di Bue” di forma conica molto allungata con tre o quattro lobi, somigliante al peperoncino solo come forma, ma assai di più assomigliante al corno dell’omonimo animale. Anch’esso polposo e dolce, adatto a consumarsi ripieno o con l’esclusiva “bagna caoda” tipica salsa piemontese (a base di aglio) dal gusto notevolmente pesante… tanto da allontanare… i vampiri…! Ora parliamo della “Trottola” la sua forma cuoriforme somigliante alla classica trottola anche nella sua sommità, infatti, può avere una punta leggermente estroflessa o troncata. Infine il “Tumaticot” dalla forma tondeggiante, tipica del pomodoro (o tomatica in lingua piemontese), schiacciato leggermente ai poli con polpa sempre spessa, meno croccante rispetto alle altre varietà, è adatto a essere riempito e cucinato al forno, oppure, intero con picciolo e messo in un contenitore di vetro ricoperto di graspo dell’uva. Elencando queste quattro primizie, accostandole a ricette tradizionali o innovative, questi prodotti si sposano con tutto quello che la cucina può offrire dalla semplice a quella impegnativa, anche solamente come contorno di arrosti e bolliti (in peperonata o in agrodolce), con ripieno di carne macinata, di pesce, verdure, uova o conservato sott'olio o sott'aceto. Alcuni potrebbero sperimentare altri accostamenti meno consueti o più audaci... magari con il cioccolato e crostacei… A parte questo, qualunque sia la varietà del peperone, quando sei davanti a questi quattro “moschettieri del sapore” rimani esterrefatto dalla sua imponente bellezza che sia di colore rosso, giallo, verde o variegato… tu non puoi fare a meno di rendere omaggio a: RE PEPERONE!

Torino (Italia), 29 agosto 2014