venerdì 23 gennaio 2015

IO, SOLO E SOLTANTO IO recensione Daniele Giordano

Il viaggio inizia partendo dalla sala operatoria, ancor prima pareva di essere in discoteca, non domandatevi un perché! E così che Francesco Giorda ieri sera ha affrontato i suoi affezionati al Teatro della Caduta con il suo “ IO “ spettacolo non solo impetuoso, ma con un leggero humour, sottilmente legato ai fatti quotidiani… di recente divulgazione e su quelli che la gente convive abitualmente. Non c’è d’aggiungere altro se non vedere quest'acclamatissimo soliloquio interattivo con il pubblico, in prima assoluta per l’Italia! Ancora due giorni (22-23-24 gennaio) di questo insolito dialogo tutto increscendo, soprattutto da non perdere!  
Torino (Italia), venerdì 23 gennaio 2015


giovedì 22 gennaio 2015

UNA STRANA COPPIA DECISAMENTE FEMMINILE recensione di Daniele Giordano

Non è una novità, la versione rappresentata al Teatro Giulia di Barolo (TO), ma liberamente portata in scena dalla Compagnia dei Camerli dal titolo “La Strana Coppia” di Neil Simon. La regista Sonia Camerlo, ha voluto cimentarsi proponendola “in versione femminile” e come ben sapete nell’originale, le battute si susseguono effervescenti, il ritmo incalza quadro dopo quadro, del resto la bravura di chi dirige sta proprio in questo, oltre destinare le parti. La Camerlo, discretamente brava nel suo lavoro, ha lasciato un divario tra le attrici, infatti, tra queste c’era chi realmente sosteneva la parte e altre sembrava che portassero “un peso alla Obelix” sulla schiena e quindi veniva fuori il dislivello di uguaglianza tra le battute dette, senza contare quelle causate dal calo momentaneo di memoria, riprese con rapida sagacia. Questo in una compagnia non deve assolutamente emergere, anzi tutto deve essere coordinato da rendere il risultato omogeneo in modo che lo spettatore uscendo non criticasse nulla di ciò che ha visto. Questo è quanto emerso all’uscita. Su questo punto siamo d’accordo anche noi, pur sapendo che gli attori: Grazia Di Paolo (Fiorenza), Roberta Lavarino (Olivia), Rosanna Casieri (Vera), Cristina Cortese (Michi), Stefania Motta (Silvia), Anna Vesco (Renata), Gianni Cavallotti (Jesus), Giancarlo Viani (Manuel), in scena hanno dato il meglio di sé, supponendo che non sia quello dimostrato da alcuni. Leggendo, non si deve pensare a una disapprovazione criticabile teatralmente, ma potrebbe servire da incentivo futuro per non tralasciare nulla durante le prove e ricadere nel medesimo errore! Poteva riuscire uno spettacolo carino, considerato il successo ottenuto nel tempo cinematograficamente e teatralmente, purtroppo non lo è stato, peccato!

Torino (Italia), giovedì 22 gennaio 2015

martedì 20 gennaio 2015

ASYLUM, LUOGO PASSATO O PRESENTE? recensione Daniele Giordano

Parlare di Asylum ai giorni nostri potrebbe sembrare retorica. Chi c’è stato o comunque coinvolto… forse ha vissuto un incubo. Una vecchia struttura popolata da uomini, donne e qualche bambino, qualcuno, alle volte si faceva internare volutamente, mentre altri erano segregati poiché risultati malati, quindi pericolosi per la collettività. Se entrare in quel luogo, l’acceso era facilitato, al contrario dell’uscita. Chi erano realmente i pazienti di Asylum? Dei folli con turbe mentali o semplicemente geni nascosti per chissà quale oscura ragione? Individui dalla mente disturbata forse, qualcuno poteva anche essere pericoloso. Queste persone potrebbero essere state rinchiuse per altre ragione che al momento ignoriamo. Antonio Argus, sulla parola "Asylum" ha voluto creare uno show non facile, trattandosi di mentalismo e dell’angusto luogo quale fosse. Così per un'ora e mezza circa di spettacolo, in prima assoluta per Torino, il palco del Teatro Giulia di Barolo cambia scenario per diventare una parte d’archivio in cui sono racchiuse testimonianze su ciò che si è potuto scoprire di quel luogo e i suoi inquilini. Le molteplici documentazioni, furono raccolte e contrassegnate solo con delle lettere per tenere l’anonimato dei pazienti. Dialogando con la platea, l’autore li trasporta all’interno di quell’ospedale psichiatrico. Ecco cos’era Asylum. Tra quei faldoni, uno solo fu contrassegnato con una doppia lettera. Poteva forse trattarsi di un personaggio dalle sembianze mostruose o semplicemente con una mente superiore, è quello che scopriremo nel corso dell’esibizione del mentalista. Il fascicolo citato è composto di un solo foglio ingiallito dal tempo, poche righe descrivono il soggetto, una diversità alquanto sconcertante rispetto agli altri trovati. Nello spettacolo, Argus crea una mescolanza tra Mentalismo e la Storia del Luogo, facendo diventare lo spettacolo più interessante, mentre la tensione sale e si arma, così pure la sorpresa. Nel corso dello spettacolo le emozioni si susseguono, per chi a già assistito a dimostrazioni sul mentalismo, sa bene che è la lettura della mente esercitato dalla bravura oltre la capacità dell’esecutore sull’individuo o della collettività. Proprio su questo Antonio Argus, deve riuscire a galvanizzare gli spettatori, oltre i soggetti “cavia” chiamati sul palco. Su di essi s’intervallano esperimenti incredibili, fino alla rivelazione conclusiva che lascerà tutti senza fiato. All’entrata è stata donata a tutti una busta con dentro quattro cartoncini, su di essi una parola: Futuro – Inconscio – Pazzia – Follia – è servito per fare un esperimento collettivo, il risultato non poteva essere che impressionante, seguito da un caloroso applauso. Come lo sono stati tutti gli altri. Spettacoli di questo genere lasciano all’individuo un mix in egual misura tra lo scioccato e l’emozione.  Uscendo dal teatro, si sentiva ancora l’eco tra le persone che continuavano a ripetere il solito ritornello: come avrà fatto… non lo sapremo mai…! Ricordate, avevamo accennato di quell’unico incartamento etichettato con una doppia lettera, due A. A. firma autografa dell’artista Antonio Argus, come mai il foglio era tra i fascicoli di Asylum? Per saperlo… beh, bisognava essere tra il pubblico… non sta a noi svelarne il mistero. Pur essendo uno spettacolo carino, sufficiente nell’esporre il genere presentato con una veste diversa a differenza di altri, mentalisti suoi colleghi, è doveroso porsi una domanda: l’artista salendo sul palco riesce a essere carismatico verso il pubblico… da parte nostra ci è difficile pensarlo.

Torino (Italia), martedì 20 gennaio 2015



sabato 17 gennaio 2015

PARLIAMO DI FASHION – ITALIAN STYLE commento di Daniele Giordano

Un’eterna sfida (si fa per dire), quella tra Londra e Italia, per cercare di tenere alto il prestigio dell’eleganza maschile, quello dell’Italian Style sartoriale, per intenderci. Nella città londinese è nota la Savile Row, sede dei più importanti laboratori sartoriali del mondo da Andersen & Sheppard a Geves & Hawkes sino Norton and song, tanto per citarne alcuni. Con l’entrata dell’anno, precisamente da oggi, in previsione alla rassegna Expo 2015 che ci sarà quanto prima, i milanesi, hanno pensato bene di allestire una via sostituendo (momentaneamente) il nome dell'importante via Gesù in via dell’Uomo, meglio definirla “una strada dell’eleganza maschile” realizzando il progetto fashion che si svilupperà nei mesi a venire. Sette magnifici marchi del lusso maschile si disporranno, da Brioni, Kiton, Luciano Barbera, Stefano Ricci, Doriani Chashmere, Zilli e Caruso. Affiancati a questi importanti marchi altri due nomi sartoriali: Mariano Rubinacci e Tindaro De Luca. Quando si crea un progetto, si deve pensare in grande pertanto, alla lista dei nomi ecco aggiungersene altri venerabili artigiani calzaturieri: Barret, Doucal’s, Silvano Lattanzi. Sotto l’ombra del Duomo di Milano, non poteva mancare il nome di Trincati storico dell’eleganza e del napoletano Barba, noto camiciaio del jet set, oltre una biblioteca sulla ricerca del vestire maschile Uman. Tutto questo a disposizione nel quadrilatero della moda, il più signorile e autorevole della città meneghina, meta ideale per un ricercato piacere del Made in Italy.

Milano (Italia), 17 gennaio 2015

giovedì 15 gennaio 2015

STOLPERSTEINE… PER NON DIMENTICARE… recensione di Daniele Giordano

Passeggiando per Torino guardate, dove mettete i piedi non per “defezioni” lasciate a terra da animali, ma dagli imbarbariti padroni, quelle sono sparse in ogni dove, bensì per “Devozione” al ricordo indelebile dei deportati torinesi (ci sarebbe da lastricare tutte le pavimentazioni delle città). Stolpersteine, se volete Pietre d’Inciampo, opera diffusa dell’artista Gunter Demnig, monumento dal basso in ambito europeo, a ricordo delle giornate della memoria, la prima fu posata nel 1994 a Colonia. Ventisette sono le targhe in ottone poste sui cubetti di porfido, oltre a quelle già posizionate in sedici Paesi Europei, collocate nei luoghi dove hanno vissuto queste persone. Con il loro sacrificio si è creata la nostra libertà. Con questa posa di pietre, entriamo nella ricorrenza delle Giornate della Memoria e del 70esimo anno di commemorazione della Liberazione.  


Torino (Italia), giovedì 15 gennaio 2015

mercoledì 14 gennaio 2015

SAI COS’E’: STAND UP? ALLORA E’ BENE VEDERLO commento di Daniele Giordano

Ieri, entrando in un locale torinese mi accoglie, venendomi incontro una signora dai modi garbati chiedendomi se avessi prenotato, alla risposta negativa, m'invita a sedermi in qualsiasi tavolo purchè non ci fosse scritto un nome sopra. Trovo la posizione confacente e occupo il posto. Intanto al Cab 41 (questo è il nome del locale), noto per essere stato uno tra i primi a dare una posizione al Cabaret qui in città (Torino), affluiva la gente in attesa di godersi lo spettacolo. Nel frattempo, un gruppetto di persone, si sedevano vicino e attorno al mio tavolo. Non che la cosa mi desse fastidio anzi, essendo solo poteva anche essere un piacevole momento di aggregazione sociale. Una tra queste, mi domandò se anch’io facessi parte della compagnia o conoscessi la persona che aveva riservato i posti. Naturalmente non conoscendola dissi di no. Immediatamente mi rispose che quel tavolo di certo era fissato da loro, quindi avrei dovuto “cambiare residenza” inutile le mie rimostranze sul dominio del tavolo senza nome. Lasciai il posto con un leggero disappunto! Ed eccomi alla ricerca di un tavolo libero, questa volta col fervore di non soccombere e mi sedetti. Nel frattempo, sopraggiunse una simpaticissima signora presentandosi: il mio nome è Luisa, l’addetta al servizio al tavolo, mi scuso con lei ma è successo una leggera complicazione sulla disposizione dei tavoli, gentilmente la pregherei di spostarsi nuovamente (forse avendo visto il mio trasloco), mi creda per lei sarà l’ultima volta (risposi sorridendo), allora ditelo c’è l’avete con me! Questa volta anziché adirarmi, presi la cosa con ironia. Strano caso, la gentile signora… mi accompagnò personalmente dirigendosi direttamente dove ero seduto in prima battuta. Tutto può succedere. Personalmente ero andato nel locale non per passare la serata da un tavolo all’altro, ma godermi quel cabaret satirico all’americana che inizia a prendere forma, seguito da molte persone, è Stand Up Comedy Show, ed ecco i personaggi saliti sul palco in ordine d’uscita. Incominciando con la simpatica Federica Ferrero, a seguire il bravo Claudio Sterpone, è la volta di Massimo Pica tra una trovata divertente spiega cos’è Stand Up, seguito da Paolo Carenzo. Con charme e aplomb ecco Manuel Negro a lui il compito d’intrattenere il pubblico, per poi lasciare la scena a Elisabetta Gulli, si prosegue con il polemico ma simpatico Sergio Silvestri, mentre a terminare questa piacevole carrellata è la volta di Giancarlo Aiosa. Una serata “vietata ai minori” giacchè le battute vanno oltre al semplice ridere. Senza nulla togliere al normale cabaret è stato uno spettacolo serale divertente.

Torino (Italia), martedì 13 gennaio





lunedì 12 gennaio 2015

CIAK CI GIRANO… UNA PARODIA BEN RIUSCITA recensione di Daniele Giordano

Sembrano usciti da un romanzo di Dumas questi tre moschettieri, Carlotta Iossetti, Andrea Beltramo e Guido Ruffa, che poi erano quattro, infatti, il quarto è Claudio Insegno! Dopo aver girovagato in lungo e largo con questo spettacolo, approdano al Teatro San Paolo in Rivoli (TO) con una parodia dal titolo Ciak ci girano, tutta da vedere. Dicevamo parodia poiché suggerisce alcuni dei film classici o meglio rivisitati in versione teatrale. Partendo dai fratelli Lumière sino alla produzione in 3D. In questo glorioso appuntamento, poteva mancare la simpatica creatura della vecchina Magna Angiolina nella parte della posseduta Linda Blear dal film l’Esorcista? La scena è tutta da vedere, non è possibile immaginarla di com'è stata interpretata, neppure per chi conosce le gesta e la piemontesità della Magna (in dialetto piemontese corrisponde alla zia). E quando seduta (duettando con Ruffa) per essere moderna è ansiosa di mostrare a tutti “il suo tanga” d’Antàn, semplici mutandoni della nonna. Questo trio ormai consolidato, si spalleggia al punto che gli attori sul palco, capita ogni tanto, oltre a fare divertire, ridono anche loro tra una battuta e l’altra, alcune volte vanno fuori copione senza mai perdere il filo divertente della sceneggiatura. Tra episodi divertenti di cui è protagonista Beltramo, lo spettacolo scorre in un clima spassoso senza annoiare. Tocca l’apice quando il trio interagisce portando sul palco alcuni spettatori per farli diventare autentici attori cinematografici ed entrare nello scenario più importante del film. Eccoli, impersonando Jack Dawson, Rose De Witt Bukater e di seguito tutti gli altri… avete capito di quale film stiamo parlando? Quel capolavoro del regista James Cameron: Titanic! C’erano tutti a impersonare la scena clou, il capitano, la colonna sonora, l’iceberg, le onde, non si è fatto mancare nulla per la scena del naufragio. Fin qui, il lettore non avrà trovato nulla di particolare… ma quelli presenti in teatro di certo si sganasciavano (un modo per dire che le mandibole a forza di ridere faceva male) dalle risate. La trovata degli autori a conclusione della pièce è il doppiaggio tutto in piemontese. Campothealtro, la compagnia che gestisce il teatro, rispettivamente da Niko Ferrucci e Tony Skandal ha iniziato bene la loro stagione teatrale. Volevamo aggiungere un piccolo cameo… l’iceberg era impersonato da… Niko… data la sua mole era perfetto nella parte!

Torino (Italia), 12 gennaio 2015