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lunedì 3 luglio 2017

UN MERCANTE… INCONSUETO di Daniele Giordano

Un tempo non molto lontano, per strade e piazze di paese si spostava una o più persone con un carretto da cui uscivano storie sorprendenti, questo era il teatro popolare di altri tempi. Alcuni di questi artisti viaggiando in lungo e largo la penisola, proponevano “l’Io narrante” fondendo gesti, parole e divertimento, di questo rimane un labile ricordo! Noi forse un venditore ambulante l’abbiamo ritrovato, dopo il suo pellegrinare, è approdato al Torino Fringe Festival. I quotidiani nazionali l'hanno recensito, non parliamo dei premi che Matthias Martelli ha ricevuto, seguito dall’instancabile musica di Matteo Castellan, insieme, danno vita a uno spettacolo come IL MERCANTE DI MONOLOGHI, per la regia di Domenico Lannutti. Non desideriamo elogiare le duecento repliche tra teatri e festival d’Italia o soffermarci sui premi a lui conferiti, desideriamo encomiare, esaltando la bravura dell’artista che calandosi nei panni dei suoi irrazionali personaggi, consuma storie di cultura e satira inconsueta, quel tanto che basta per catturare la tua riflessione e il tuo sorriso. Inutile aggrapparsi ai braccioli delle poltrone per non farti trascinare dal vortice creatosi intorno a te, sarai risucchiato come altri da quel “black hole” essendo in sintonia del soliloquio di Matthias e, non avrai neppure il tempo di respirare, poiché prenderà il sopravvento la risata. Imperterrito, continua la trasformazione calandosi nei suoi “virtuali e non” personaggi grotteschi, alternando musica e teatrino ambulante, strumento imprescindibile dove la narrazione romanzata… sfiora la realtà con sagace ironia, mettendo in luce cose che paiono vere…e lo sono…forse! Il Free Life Magazine (uno tra tanti giornali) ha scritto di lui: Uno spettacolo pirotecnico… senza togliere nulla alla citata critica, aggiungeremo, senza fuochi… per quelli, basta Matthias Martelli a renderli d’artificio!

Torino (Italia), lunedì 22 maggio 2017



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sabato 27 maggio 2017

VOLGE AL TERMINE IL TORINO FRINGE FESTIVAL di Daniele Giordano

Quello che ci aspettiamo, entrando al Garage Vian (Via Castelnuovo, 10 Torino), l’abbiamo letto nelle poche righe di presentazione, pertanto ci è sembrato appetibile sceglierlo. Il monologo che Crab Teatro, su testo di Annibale Ruccello presenta con la regia di Pierpaolo Congiu, viene affidato a Valentina Tullio che da il volto e l’interpretazione a: ANNA CAPPELLI, con la sua espressività, la dolcezza dell’attrice. Le canzoni scelte come colonna sonora, porta lo spettatore a seguire il dramma con attenzione che si rivela alle volte mansueto per poi divenire rabbioso nei confronti altrui, ma sempre con moderazione. Una donna frustata per una serie di circostanze che affliggono la sua esistenza. Vive sola in una camera d’affitto con una proprietaria ficcanaso, per seguire il posto di lavoro è andata in un luogo lontano da casa, maledettamente single… in attesa del “principe delle fiabe” una vita scialba e come se non bastasse inveisce contro Giuliana, sua sorella minore per via del padre che vuole dare a lei la sua stanza. All’orizzonte s’affaccia il ribaltamento della situazione, l’uomo della sua vita: Tonino, una vera casa e finalmente l’amore tanto agognato! Senza togliervi il gusto di assaporare questo drammatico racconto, diciamo che la solitudine può avere effetti collaterali che vanno oltre la linea di confine… e solo un’interpretazione artistica ricevuta dall’attrice può risaltarne la drammaticità del testo!

Da Berlino approda al Torino Finge Festival La compagnia Barletti/Wass con AUTODIFFAMAZIONE/SELBSTBEZICHTIGUNG per la regia di entrambi. Un lavoro contemporaneo, da parte nostra non è stata eclatante l’interpretazione, forse il testo poteva dare un senso sull’assunzione di responsabilità su frasi o azioni. Tanto meno l’essersi presentati entrambi come si sono affacciati al mondo nascendo.

Così abbiamo pensato di rimanere sino all’ultimo spettacolo, quello proposta da Cecilia D’Amico, proveniente da Roma. Avete presente quelle pubblicità che si sentono per radio, dove per non sprecare tempo e quindi denaro, lo speaker nel più breve tempo possibile deve dire una miriade di parole facendo capire all’ascoltatore il prodotto pubblicizzato. Bene, questo è quanto udirete uscire dalla bocca dell’artista in UNDERWOOD. Una macchinetta di parole uscite dalla bocca della simpatica e brava attrice riporta in scena il consumato varietà riesce a saltare dall’argomento vegano al viaggio aereo…colpa inesorabile della sua ex psicologa. I personaggi da lei interpretati meritano di essere visti… non commentati!

Torino (Italia) sabato 20 maggio 2017


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UN NUOVO E PIACEVOLE SPAZIO PER IL TORINO FRINGE FESTIVAL di Daniele Giordano

La macchina del Torino Fringe Festiva procede a ritmo serrato, come pure i suoi spettacoli che vede consensi e partecipazione del pubblico. Noi abbiamo provato un luogo particolare che per la prima volta vede entrare tra le sue mura un festival come il Fringe. Il luogo che lo ospita, si trova in via San Domenico, 28 a Torino, si tratta del Museo della Sindone, curato dalla Confraternita del Ss. Sudario nato a Torino nel 1598 per opera di un gruppo di fedeli della parrocchia di S. Pietro. In questo piacevole e accogliente spazio trova LES JUMEAUX. Sono i gemelli Davide e Mauro Borra che all’età di diciassette anni, sono andati in giro per l’Europa imbracciando le loro fisarmoniche esibendosi per strada. L’idea è quella di raccontare tra musiche e parole fatti accaduti a questi giovanissimi e impavidi ragazzi partiti dalla “Provincia Granda” come la chiamano gli abitanti di Cuneo, ivi compresa la diserzione alla leva che poco non ci mancava. Lo spettacolo si presenta scorrevole e piacevole sia per il racconto imbastito e curato dal regista Daniele Ronco sia per le musiche parigine. Il tempo trascorre deliziando lo spettatore.

Sempre nel medesimo spazio, abbiamo assistito MANUALE di DISTRUZIONE di e con Mariantonia Capriglione, per la regia di Raffaele Romita. La recita inizia in un modo singolare ma cadenzando il ritmo a mano che l’artista procede nel suo soliloquio. Di certo non è da sottovalutare il testo, poiché le sfumature si susseguono e appaiono sempre più visibili accentuando l’attenzione su quanto l’autrice interpreta non solo con disinvoltura, ma per ottenere il risultato voluto, richiede una preparazione accurata da lasciare sgomento i presenti. Sarebbe il caso di pubblicizzare di più sia il Museo della Sindone, sia la bravura di chi arriva da lontano perché ne vale la pena applaudirla.

Torino (Italia) martedì 16 maggio 2017


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QUEST’ANNO IL TORINO FRINGE INIZIA COSI’ di Daniele Giordano

Millenovecentootto, un gruppo di operai decise di costituire una Società Operaia di Mutuo Soccorso (S.O.M.S.) assegnandogli il nome dell'illustre scrittore e giornalista italiano: Edmondo De Amicis, deceduto in quell’anno. Siamo partiti da lontano per entrare in un luogo confortevole a ridosso della collina torinese con il suo bistrot o cenare nel giardino. I gestori, persone squisite, la sua “cuisine” è in grado di soddisfare i più esigenti palati, merito dei gourmet in cucina. Siamo in procinto di entrare al Circolo De Amicis, in C.so Casale, 134 (TO), nostra prima tappa (e inizio) del Torino Fringe Festival, dove ci attende una serata piena d’imprevisti come sempre, dovuta alla scelta in base all’intuito e ciò che si legge sul catalogo di facile lettura e indicazione. I posti a sedere sono completi, un buon auspicio per la prima commedia proposta e da noi scelta. Stiamo parlando di CLICHÈ, una produzione di due combinate compagnie, quella di Dramelot e Proprietà Comunicativa, che intraprendono una nuova realtà scenica. Incominciamo a dire che dal fondo della sala il monologo sostenuto dall’attrice iniziale stenta a sentirsi, tranne quando cambia il timbro di voce (urla), allora diventa nitida, i tempi del "cambio di scena virtuale" sono leggermente lunghi, lasciano lo spettatore nel più assoluto “vuoto scenico” e questo non andrebbe fatto. Tutto ciò è detto come suggerimento alla regia, in modo di affrontare con successo questi ostacoli per il girone di ritorno. Detto questo, non toglie la bravura recitativa di Francesca Bracchino (in tuta gialla) oppure quella interpretativa di Elisa Galvagno (nella tuta di colore rosa) e neppure Valentina Virando che indossa quella blu. Questa fusione di compagnie gioca in casa, poiché entrambe di Torino, il testo, a simpatia tra i presenti, scritto e diretto da Alessandro Federico. Non abbiamo fatto cenno del sottotitolo che in qualche modo è accattivante, senza pensare a essere troppo audace, crea quell’atmosfera interpretativa adatta a immaginare il passaggio dall’adolescenza alla realtà… lasciando lo spettatore nel limbo che ci sarà da parte delle interpreti ancora da… scoprire! Non deluderà le attese dello spettatore.

Continua la serata sempre al Circolo De Amicis di C.so Casale, 134 (TO), stiamo assistendo a SWING & SODA, BANDINI, l’autore di questo monologo è John Fante del quale Giovanni Guidelli è l’interprete. Racconta la confessione di un amore mancato, consumato poi alla fine della commedia. Un intreccio tra musica jazz (il volume copriva le parole dell’attore, al punto di fare cenno di abbassarla) e droga, sembrava di entrare con la scenografia preparata, in un racconto dell’investigatore privato Philip Marlowe, creato da Raymond Chandler. Gli atteggiamenti recitativi sono troppo impostati al teatrale, invece di liberare la pesantezza dell’assolo drammatico, senza togliere la preparazione artistica dell’attore. Questo genere di soliloquio, alquanto pesante, sarebbe dovuto essere trascritto in modo più fluido, così facendo forse, avrebbe trovato più consensi tra gli spettatori!

Quando leggi: DON CHISCIOTTE AMORE MIO, il titolo ti porta fuori strada. Questa commedia scritta, interpretata da Angelo Tronca nei panni de “hidalgo” e dal suo fedele scudiero (in questo caso) Francesco Gargiulo, trova un pretesto narrativo, iniziando con un “pezzo rap” certamente Miguel de Cervantes Saavedra, avrà modo di vedere com’è stato stravolto il suo capolavoro letterario, dall’alto certamente perdonerà l’impudenza, nel sentire l’ilarità in sala delle persone che assistono alle sue elucubrazioni mentali. I due protagonisti di questa commedia dove s’incontrano in questo mondo fantastico, bizzarramente mescolati elementi di non sense e il picaresco, l’episodio divertente è: Ocavallo! Non sveliamo il senso come trovata umoristica, diciamo solo che gli interpreti di questa esilarante ed effervescente recita, scandita brillantemente dai tempi scenici, merita essere vista e applaudita. Il rap cantato iniziale e l’amore finale con Sancio panza, è sostenuto piacevolmente dalla bella Astrid Casale. Sembrava la “borsa di Eta Beta o quella di Mary Poppins” il bauletto di Gian Andrea Francescutti, da esso uscivano strumenti dalla forma diversa, adatti a rendere musicalmente questa commedia facendone arte… trastullando lo spettatore compiaciuto! Da non perderla di vista.

Torino (Italia), venerdì 12 maggio 2017

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martedì 17 gennaio 2017

ALLEGRO, ELEVATO AL QUADRATO di Daniele Giordano




 Che cosa vuol dire “essere allegro”, una domanda che spesso c'è rivolta. Per Antonello Costa, la parola "allegria" è salire sul palco e fare divertire gli spettatori, riuscendoci benissimo con le sue “macchiette” non solo, nel suo vasto repertorio, ci sono canzoni che al pubblico piacciono, com’è accaduto con la canzone “Kitmancula”, ora è proposta un’altra che racconta la storia di due fidanzati: Canada, con il ritornello Vancouver…ha mandato in delirio la platea… Il suo show, conosciuto in tutti i teatri della penisola, isole comprese, crea sempre tutto esaurito. Eclettico come solo lui sa essere, è sempre alla ricerca di nuovi e simpaticissimi personaggi che nascono idealmente dal quotidiano. Sviluppati insieme agli autori Gianluca Irti e Gianfranco Phino, a lui rimane il compito di darle l’anima, forma e vita sul palco riuscendoci benissimo. Il pubblico mai appagato dello show appena terminato e, dopo il bis concesso, lo aspetta per stringergli la mano, qualcuno osa accoglierlo con le trovate da poco sentite, l’artista, nel suo pieno vigore interagisce con loro senza mai deluderli, eccolo pronto a posare per gli scatti fotografici che si consumano come pure gli autografi. E’ fatto così, umile nella sua grandezza! Bravura innegabile, dimostrata proprio in occasione del suo recente spettacolo che l'ha visto per la prima volta al teatro San Paolo in Rivoli (TO), a poca distanza di tempo dall’ultima serata andata altrettanto bene in un teatro torinese. Poi su Costa ci siamo già espressi in maniera eloquente (vedi recensione sul corrieredellospettacolo.net) mai abbastanza però. A marzo prossimo, saranno trent’anni che Antonello respira la polvere dei palchi di tutta la penisola, dimostrando il suo poliedrico talento attraverso i suoi personaggi, insieme al corpo di ballo di cui la prima ballerina (e coreografa) è la splendida e brava Annalisa, sua sorella. Nella prossima stagione lo vedremo affiancato a un nome conosciuto nel reame in Piemonte tra gli splendidi cabarettisti: Gianpiero Perone, con lui in uno sketch da slogarsi la mandibola, tanto è spassosa! Ci siamo allargati leggermente sul personaggio, ma come si può non parlarne bene quando il mestiere ce l’ha nel DNA. Se però vogliamo risaltare non solo il lato artistico, ma quello di uomo, ha dimostrato, venendo a Rivoli (Torino) due cose importanti, la prima non è discutibile, giacché per Antonello Costa è lavoro, cioè fonte di guadagno, ma di riflesso fuoriesce che non ama sottovalutare i teatri “fuori dalle metropoli”, questo fa dell’artista un’altra cosa da apprezzare in lui, trovando fuori della grande città, un pubblico sensibile alle sue esibizioni. L’altro aspetto, forse più espressivo del primo, è quello che allo spettatore piace assistere a spettacoli di prima scelta, anche se, in certi casi dimostra ancora una leggera diffidenza nei confronti di nomi non conosciuti o giunti da lontano. Su questo, il teatro San Paolo investe molto facendosi garante, portando nomi poco conosciuti ma di grande valore artistico e di successo, come Fabio Avaro, Federica Cifola (entrambi di Roma), Marco Cavallaro (il 10 febbraio con ANDY & NORMAN) incominciandolo ad amare, oppure Paolo Triestino, sarà presente il 10 marzo con uno spettacolo, entrambi sempre Roma, senza dimenticare il successo ottenuto da Nicola Pistoia. La lista di attori e compagnie di un certo spessore non manca, il teatro San paolo non ne è mai privo! Per terminare questa piacevolissima conversazione… come dice Antonello Costa… Bisogna essere “allegri” due volte…come recita il titolo del suo spettacolo… perché una sola non basta!

Torino (Italia) lunedì 16 gennaio 2017



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martedì 3 gennaio 2017

UN CAFFE’ CON PAPA’ di Daniele Giordano



Quando una vita finisce, cominciano i guai.
E’ bello iniziare con una frase così, per recensire la commedia brillante < Un caffè con papà > esordita in prima assoluta la notte di Capodanno al Teatro Murialdo a Torino dalla Compagnia TeatrAli. Alex Curina, oltre ad essere bravo come intrattenitore e attore, è anche il regista di questa spassosa rappresentazione teatrale, insieme all'attore Jonathan Fabri, hanno ripreso la stesura del film Funeral Party del 2007 di Frank Rivhard Oznowicz rivoltandola e trasformandola in una teatralità dalle pieghe ottime per una recita di fine anno, brindando come di consuetudine tra il pubblico allo scadere dell’ultimo rintocco.  La trama è semplice, l’intera famiglia si trova a dover riunirsi per dare l’ultimo commiato al papà, aspettando che l’impresa di pompe funebri portasse la salma per il rito funebre. Da qui in poi accadono imprevisti… e probabilità tanto da farci ricordare la frase citata all’inizio, quello che segue è puro divertimento! I primi a essere in scena, sono Antonio Immediato e Denise Paradiso (marito e moglie) lui, intento a ripassare il discorso del trapasso, l’altra interrompendolo costantemente. Inizia così l’avventura di questa famiglia entrando in scena in ordine sparso ma con logica, senza togliere meriti agli altri attori che seguiranno a breve, giacché ognuno ha dimostrato in modo eloquente la sua preparazione artistica, offrendo il meglio di sé durante la recita… Jonathan Fabri, l’ha fatto in un modo esuberante… durante una delle ultime entrate in scene, ma solo i presenti potranno capirne il senso…! In modo differente, Rossana Bena vestiva come si conviene a una vedova, alla ricerca del conforto “spirituale del reverendo” Loris Mosca. Continuando, troviamo altri protagonisti di questa effervescente, dinamica e spassosa commedia quale: Ilenia Gariti, Raffaele Folino, Flaminio Perez e Gianluca Bianchino. Se c’è un morto, deve esserci anche una bara… di conseguenza un necroforo che nessuno vorrebbe averlo tra i piedi nel giorno dell’ultima dimora, tanto è confusionario (sulla scena) ma bravo nel ruolo. Anche se l’anno sta per volgere al termine come la rappresentazione scenica, in questo caso non ci saranno torte da tagliare… ecco apparire Federica Guidi, la classica ciliegina … che nessuno si aspettava…ma qualcuno avrebbe voluto che non fosse…perché svelare il celato mistero! Non ultima, giacché era importante chiudere con una colonna portante della compagnia, oltre essere disinvolta in scena: Veronica Brunetti… purchè smetta di giocare al… piccolo chimico… Un lavoro teatrale apprezzabile, ricco di colpi di scena, forse qualcuno di troppo, malgrado questo non ha guastato il piacere dell’effetto ottenuto sui grandi… soprattutto ai piccini.

Torino lunedì 2 gennaio 2017



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