lunedì 26 gennaio 2015

QUANDO IL GUSTO SI ASSOCIA AL CABARET recensione di Daniele Giordano

Ci sono molte definizioni sul significato di un vocabolo. Prendiamo ad esempio la parola "spanciata", ora sviluppiamone il suo significato. Si può dire: Mi sono fatto una “spanciata a cena” come dire una grande abbuffata, intesa mangiando. Oppure questa: Mi sono fatto una “spanciata” a forza di ridere. E così di seguito, perche la nostra lingua è ricca di lemmi, ma poche le persone che le usano. Detto questo, non volevamo farvi scuola d’italiano, era per introdurvi a un venerdì sera in un noto locale. L’abbiamo presa alla larga! Per terminare, entrambe le affermazioni erano esatte e diciamo il perché. Non lontano da Torino, sulla Strada Provinciale che da Orbassano (TO) porta a Pinerolo (TO), dopo alcune rotonde, troviamo Rivalta (TO) e subito dopo la frazione di Zucche, sempre vicinissimo a Torino. Nome buffo, quasi azzeccato per il nostro racconto. E’ proprio a Zucche che inizia quanto detto in precedenza sulla parola (La) Spanciata, un ristorante pizzeria dove i prezzi sono popolari, la cucina casalinga. Guarda caso le due definizioni sono centrate nel segno, in quanto all’interno si esibiscono cabarettisti nostrani, alcuni provenienti da lontano. La serata passata in compagnia di essi, è stata a dir poco… da spanciarsi dalle risate, umoristicamente parlando. Tanto per iniziare, normalmente il tecnico Audio/Luci, è quasi mai menzionato, tranne alla fine qualcuno si ricorda anche di lui! E’ accennato con un’alzata del braccio teso verso di lui, in segno di “eccolo” cosa riduttiva per il competente, ebbene, lo presentiamo noi con i suoi onori! Senza Woncy Fobico… su questa figura, quello che stiamo narrando… non avrebbe avuto esito. Sul palco, un susseguirsi di cabarettisti conosciuti, degni di applausi da parte dei presenti. L’apertura introduttiva spetta al duo Tano & Luca, meglio conosciuti come i C D Rom (padroni di casa), eh…ricordate: …limusiiiiina…per piacere? A seguire, nella sua autorevole (leggasi enorme) corporatura, ecco Claudio Sterpone, in sembianze ecclesiastiche…alcune pensavano di rivedere il prete in Uccelli di Rovo… lui, invece elargiva… a differenza di Padre Ralf, per i viandanti… morali lette dal suo libro “catechizzando” l’unica persona donna che chiedeva il suo aiuto. Intanto lo spettacolo incominciava a prendere la sua forma, scaldandosi come un motore Diesel. Dalle risate, i presenti non riuscivano a stare fermi sulla sedia, altre si piegavano letteralmente in due dalle risate, certune poi anticipava a modo loro le battute… uno spettacolo nello spettacolo. Ed ecco introdursi furtivamente una simpatica figura, recante una grossa busta inscenando: c’è posta per te! Dietro quell'enorme busta… appare un  fisico simpaticamente conosciuto. Lasciato momentaneamente il costume da mimo, appare l’amabile Vito Garofalo, dal viso paciugo, vestito di tutto punto papillon compreso, pronto a leggere la supplica verso l'ex persona amata, confessandole il suo rincrescimento per aver “usato” i suoi CD al tiro al piattello, oltre le cose che non farebbe più al solo scopo di  farla ritornare… da lui… almeno per restituirgli le chiavi dell’appartamento…altro che disappunto! A ogni scenetta, le risate si consumavano a iosa. Pensate, quel pubblico aveva appena finito di fare “palestra mandibolare” mi spiego meglio: terminato di cenare! Un disappunto da parte del cabarettista sul palco appena entrato sull’uso indiscriminato che per abitudine lasciano accesi i loro cellulari, è qui cade l’asino… interruzione dell’episodio divertente, ne innesca fuori copione, uno tra l’artista e la persona in questione. Il cabarettista è l’individuo che da un niente è capace d’inventare sul momento una gag, qualunque sia la situazione. Il viaggio continua, le risate si accumulano. Sul palco entra l’unico in assoluto “cabarettista vegetariano” ci tiene a farlo sapere in giro, poiché deve affrontare la “sfida famigliare” una storia tutta da raccontare, anche tu ascoltandolo ti verrebbe desiderio di cambiare sostanza di piatto, è Manuel Negro, con la sua compostezza ed eleganza continua dicendoti che dopo quell’esperienza è indirizzato al Vegano. Per certuni, capisci e ti è chiara la scena del film interpretata dal compianto Alberto Sordi nel film quando desiderava mangiare alla moda americana, dicendo a voce alta davanti al piatto di spaghetti: maccarone… mo te magno, rimuovendo da una parte il cibo degli States! Poi in un battere di ciglia, la sua trasformazione, quasi dovesse interpretare una scena dell’esorcista… con risultato… diverso, mostrando un cambiamento di total look da truzzo, o buzzurro (italian slang) che dir si voglia, accessori incorporati (catene e lucchetti al collo, camicia sbottonata sino all’ombelico scoperto, ecc.), da non credere ai propri occhi, sempre vestito di tutto punto… cosa non si fa per lo spettacolo. Per il piacere delle giovani e ancor meno giovani… sale sul palco un fisico carismatico, dai lineamenti simili a quello di un tempo che fu… era molto più giovane… ma sempre en calore…già dalla sua giovinezza… impersonato da Marco Turano, è “Banderas” nostrano. Non che fosse cambiato, già d’allora amava desiderosamente impastare farina… e condirle con le sue trovate. C’è poi la visione di quel venditore capace di farti acquistare anche l’acqua del mare, riuscirebbe a vendere frigoriferi agli abitanti dell’Artico Polare. Lui è Wuoz, attore dalle molteplici sembianze, titolare di una non precisata “Vendita Case”, realizza il tuo sogno nel posto più impensato, alla continua ricerca di clienti… più che affiliati…è da vedere. Tra tutti questi passaggi di sketch s’intersecava una telefonata di un non precisato kebap – Pizzeria, ogni tanto arrivava un “arrotolato” sul palco, il tormentone in questione e la voce fuori campo è di Hary. Parlando di telefono è la volta di Roberto Russo, Bob per gli amici… forse anche per i nemici… elargisce un insolito monologo, proprio su una telefonata. In una girandola di risate poteva mai mancare un finale che racchiudesse la serata, dalla quale sembrava non uscirne più. Le ore passavano con disinteresse ovviamente, quando il divertimento incalza e procede a meraviglia non si pensa alle lancette dell’orologio. L’applauso scatta nel momento di accogliere la presenza sul palco dei due zingari più spassosi del momento, quelli che tutti (non) darebbero le chiavi di casa e (non) sarebbero disposti a prendersi cura di loro, adottandoli. Eccoli vestiti come siamo abituati a vederli di consueto: i C D Rom. Chi non ha visto i loro spettacoli, ha perso tanto del cabaret, ma ancor più chi non è mai stato al Ristorante – Pizzeria La Spanciata!   

Torino (Italia), lunedì 26 gennaio 2015


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