martedì 2 febbraio 2016

IL VIAGGIO NELLA STORIA… CONTINUA recensione di Daniele Giordano

Nella recensione precedente, dicevamo che Non c’è Storia… senza Storia, pertanto il viaggio continua alla scoperta di nuovi angoli torinesi, dove illustri personaggi hanno attraversato Torino se non addirittura dimorato. La nostra passeggiata prosegue passando per la meravigliosa Galleria Subalpina “costeggiando” Baratti & Milano (anch’esso caffè storico) all’uscita vi troverete in via Cesare Battisti. Sulla sinistra, all’angolo, scoprirete una grande targa dedicata a Federeico Nietzsche, noto al pubblico come Nice, nacque nel 1844 a Röcken in Germania. E’ stato un filosofo, poeta, compositore e filologo tedesco considerato tra i massimi filosofi e prosatori di ogni tempo. Da quel punto siete in prossimità della statua equestre di Carlo Alberto, da cui prende il nome l’omonima piazza, da una parte la Biblioteca Nazionale, dall’altra il maestoso Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è il più grande museo di Storia Patria Italiano, l'unico che abbia il titolo di Nazionale, per legge (regio decreto 8 dicembre 1901, n° 360) oltre che per la ricchezza e la rappresentatività delle sue collezioni. È dedicato al periodo storico del Risorgimento in cui avvenne l'unificazione politica dell'Italia, compreso tra la fine del XVIII secolo e l'inizio della Grande Guerra (1915-1918). All'interno dello storico Palazzo Carignano, è come se entraste dentro la storia: Qui s’insediò il primo Parlamento Italiano e l’ufficio dello statista Camillo Benso Conte di Cavour (nacque a Torino nel 1810), uno dei padri dell’unità nazionale italiana, merita  una visita. Uscendo, sarete in uno dei maggiori simboli del Architetture Barocche di Palazzo Carignano e del Teatro Carignano, antico e prestigioso, un esempio di bellezza di teatro all'italiana, dove non solo hanno girato film grandi registi tra cui Dario Argento e sosta obbligata di famose compagnie teatrali, a due passi dal Museo delle Antichità Egizie. A fare da corollario al teatro, in questa minuta piazza, due importanti locali cittadini. Si tratta del celebre Ristorante del Cambio, luogo incantevole… data la sua veneranda età. Non meno importante è il secondo... la gelateria di Domenico Pepino (già citato nel primo racconto)Per spiegarvi, dobbiamo ritornare nel 1884, dove inizia la storia di Domenico Pepino  gelataio. Anche qui una statua a ornare Vincenzo Gioberti.    A due passi c’è la famosa piazza San Carlo, una delle più importanti del capoluogo piemontese, considerata “il Salotto di Torino”. Di nomi la piazza ne ha avuti molti, da quella d’Armi a place Napolèon, prima di essere dedicata a San Carlo Borromeo, al centro, l’imponente statua equestre raffigura Emanuele Filiberto detto Caval ed Bronz (il Cavallo di Bronzo) mentre ringuaina la spada dopo la vittoria di San Quintino. L'illuminazione della piazza, i caratteristici lampioni stile impero con braccio a forma di cornucopia. Fanno da strettoia due chiese simili, quella di Santa Cristina e San Carlo, alle loro spalle, piazza C.L.N. con le due fontane: il fiume PO raffigurante Adamo, mentre Eva è l’affluente fiume DORA. Oltre le bellezze citate, percorreremo delle strade, dove guardando… all’insù… leggeremo targhe a cui appartengono nomi illustri vissuti a Torino o semplicemente transitati anche solo per un breve periodo. Iniziamo questo fascinoso percorso senza una cronologia o itinerario collegato a esso, sarà il lettore se mai desiderasse “crearsi l’itinerario” con cartina alla mano, se poi è un turista, è interessante sapere che le vie della città sono sempre perpendicolari tra esse. Lasciando alle spalle il monumento al Duca d’Aosta situato in piazza Castello, guardando diritto via Po che inizia da piazza Castello e prosegue sino in piazza Vittorio Veneto (una volta chiamata Porta di PO), s’intravede in fondo la Gran Madre (ritorneremo a parlare dei monumenti), per arrivarci si deve oltrepassare il fiume, la vista dal ponte è stupefacente. Avevate imboccato via Po, arrivati in prossimità del numero civico 18, su uno dei pilastri del porticato vi è la Targa dedicata a Nobel, quello della dinamite. L’occhio attento del turista, abituato a carpire anche il minimo segreto, si sarà accorto e domandato del perché nel vedere le due lunghe ali di portici, trova una sostanziale differenza tra il lato destro e quello sinistro. Eccoci di fronte a un altro “mistero Sabaudo”. Percorrendo il lato destro (quello della targa per intenderci), i portici si “spezzano” a ogni via, in caso di pioggia le persone si bagnano, a differenza del lato sinistro il portico non s’interrompe mai. Sapete il perché? (continua).

Torino (Italia), 2 febbraio 2016


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