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giovedì 8 ottobre 2015

L’ARMAGEDDON DEL PIANETA TERRA: L’UOMO! Recensione di Daniele Giordano

Non si arresta l’afflusso di pubblico (e siamo a metà settimana) che invade le sale, dove proiettano i film del Concorso CINEMAMBIENTE o eventi, una battaglia contro il tempo, lo spreco alimentare e quant’altro, senza dimenticare l’effetto serra, la causa di tutti i mali. Un pianeta che va alla deriva il nostro, grazie all’essere umano, capace di non accontentarsi dall’istante in cui ha voluto imporsi a essa…sottomettendola… cosa deplorevole. Tutto questo solo per avidità!  Se pensiamo per un istante ai nostri antenati, si accontentavano su quanto la natura offrisse loro… Questi pietosi sforzi energetici, l’avessero impiegato per debellare i mali sull’uomo o del clima l’umanità intera l’avrebbe apprezzata. Non basta l’eco indiscusso di personaggi come l’attore e regista Robert Redford oppure di sua Santità Papa Francesco, tanto per citarne alcuni i quali hanno posto l’accento proponendosi “paladini sui cambiamenti climatici” e non solo, oltre il rispetto della vita di questo pianeta… giacché è il solo che in questo periodo di vita abbiamo… ma con grande denigrazione vediamo com’è stato ridotto dagli < esseri > che vi abitano. Tutti sordi! Pensare che i “grandi”, quelli che detengono le trame del nostro futuro, siano alla ricerca di pianeti dove “abitare”… forse avrei dovuto scrivere DISTRIGGERE o cibi da propinarci, meno male che il pianeta simile al nostro ha una distanza di anni luce per raggiungerlo. L’essere umano è così… per fortuna non tutti siamo uguali.

Torino (Italia), giovedì 8 ottobre 2015  





lunedì 4 agosto 2014

CHASING, UN FILM TRATTO DA UNA STORIA VERA recensione di Daniele Giordano



Potrebbe sembrare un evento di secondo ordine l’Ischia Film Festival rispetto a quelli di grido, pubblicizzati con sfarzo, invece non è così! Ideato da Michelangelo Messina nonchè Direttore Artistico, portando questo festival alla sua dodicesima edizione e durante la kermesse, vi sarà una sezione mercato, dedicata alla “Borsa e il Convegno Internazionale sulle Location e del Cineturismo”, occasione d'incontro tra il mondo del cinema e quello del turismo, che vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti del mondo del cinema correlato al marketing territoriale. A completare il ricco programma, una mostra fotografica dal titolo “Villeggiatura e vacanze nel cinema italiano (1949-2011)” a cura di Antonio Maraldi. Il festival, presentato dall'Associazione Culturale Art Movie e Music dal 28 giugno sino al 5 luglio, un concorso internazionale unico nel suo genere, dedicato alle location cinematografiche, come sempre ha visto una considerevole programmazione, lavori capaci di valorizzare i territori scelti, non solo per descrivere la narrazione filmica. Le proiezioni di lungometraggi, documentari e cortometraggi provenienti da diversi paesi del mondo, superano il centinaio, tra le opere selezionate sette anteprime mondiali e, ventotto anteprime nazionali, affiancato da ospiti di rilievo, per l’occasione ci saranno incontri con registi, attori e ospiti internazionali, i quali presenteranno le loro anteprime visioni. I personaggi che interverranno a questa edizione: il premio Oscar Bille August, l'attore Mattia Sbragia che presenterà al festival la sua opera prima alla regia. Ospiti i registi: Ugo Gregoretti, Davide Ferrario, Alessandro Rossetto, Fabio Mollo, Edoardo Winspeare, Angelo Longoni. L'attore americano Sean Kanan, famoso per l'interpretazione di – Dicon – nella nota serie Beautiful, tanto per citare alcuni nomi presenti alla kermes, sebbene altri altrettanto importanti saranno presenti o interverranno a questo festival. Ecco i nomi che compongono la giuria, iniziando dal suo presidente: Pupi Avati, dal direttore della fotografia Arnaldo Catinari, il documentarista Roland Sejko, l'attore Giovanni Esposito e lo scenografo di origini francesi Jean Manuel Martinez, durante la serata conferiranno il premio Ischia Film Award alla carriera a Amos Gitai. All’incontro tra il pubblico del festival e il regista israeliano seguirà la proiezione del suo ultimo film “Ana Arabia” ottantun minuti di piano sequenza che racconta con grande intensità l’identità culturale di due culture e memorie che dovrebbero essere opposte, ebrei e arabi.  Per “Ana Arabia” - dice Gitai - mi sono imposto di realizzare l'intero film in un unico piano sequenza, senza tagli in cui la cadenza del ritmo circonda i profili. C'è anche una dichiarazione politica nel commentarlo, è che i destini degli ebrei e degli arabi non saranno recisi. Come la trama e l’ordito di un tessuto, dovrebbero sforzarsi nel cercare il modo di convivere in maniera pacifica, senza le continue operazioni belliche, ecco di cosa tratta il suo film. Sicuramente vi sarete chiesti del perché abbiamo introdotto e scelto l’Ischia Film Festival. La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo. La scelta nostra non è stata casuale, bensì da parte della Commissione del festival nel selezionare il film in arrivo. Infatti, nel visionare le opere non è passato inosservato il film CHASING, tra i molteplici lavori pervenuti al concorso. Parafrasando un passo biblico, potrebbe sembrare la storia tra Davide e il gigante Golia, questa metafora è solamente per introdurre l’opera prima di Renato Porfido come regista, portandolo a concorrere “tra Titani” e proiettarlo in una cornice meravigliosa qual è il Castello Aragonese, nell’isola di Ischia. In questo magnifico scenario, l’attore Renato Porfido ora anche neo regista, in cuor suo ha voluto presentare un fatto realmente accaduto divulgandone la storia. Intervistato da TeleIschia (vedi link https://vimeo.com/101149117 N.d.A.), dai giornali locali e non solo quelli, hanno scritto articoli sul lavoro ritenuto apprezzato per la sua semplice e congeniata sceneggiatura, riscontrando assensi in tutti i concorsi che il neo-regista Porfido ha presentato, tra cui il Torino Film Festival 2013. Il film tratta il tema della ludopatia, meglio conosciuto come il desiderio sfrenato del gioco d’azzardo, una sindrome di svago con risultati catastrofici, cifre da capogiro ruotano intorno a quest'ossessione. In Chasing, il richiamo è accentuato non dal dialogo che ne è privo, bensì dalle scene che catturano lo spettatore sino al termine dei suoi dodici minuti di girato. Una sequenza forte nella sua drammaticità, un film avvincente per il genere trattato, le immagini e la sonorità musicale parlano da sé, trasmettendo quel pathos sino a trascinarti dentro l’accaduto, vivendo l’oblio dell’interprete, ma solo come spettatore. Una storia basata su un fatto realmente accaduto, che Porfido e la psicologa Rita Forte (vedi link http://www.teleischia.it/video/3444 N.d.A.), hanno portato sotto le luci di questa meravigliosa isola il fenomeno dilagante che lascia tracce indelebili.

Torino (Italia), 29 luglio 2014




sabato 7 giugno 2014

CINEMAMBIENTE 2014, un Successo! recensione di Daniele Giordano



Come ogni anno, eccoci presenti alla 17esima edizione dell’Environmental Film Festival Cinemambiente 2014, iniziato il 31 maggio e terminerà la sera del 5 giugno a Torino in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Il film che chiuderà il festival sarà Thule Tuvalu, due città agli antipodi e differenti modi di vita, legati dallo stesso destino. Quest’anno la rassegna riprende la formula a ingresso gratuito, grazie al contributo di uno sponsor, insieme gli altri, il budget totale si aggira intorno ai 410 mila euro, di cui buona parte elargiti da privati. Alcune new entry si sono affacciate nella grande famiglia di Cinemambiente, vivendo questo magnifico panorama. Non dobbiamo dimenticare il prezioso lavoro svolto dal direttore artistico Gaetano Capizzi baluardo del festival, da anni porta avanti con impegno la sua campagna di sensibilizzazione sull’ambiente, affiancato da un preparatissimo staff. Nel giorno della proclamazione, per assistere alla premiazione, la Sala Uno del cinema Massimo è stato “invaso” di spettatori, registi, rappresentanti dei vari Enti e sponsor aderente, tra cui Regione, Provincia. Gli Assesori di Torino prendendo la parola, come in ogni circostanza elargisce complimenti per la riuscita della manifestazione. Le splendide parole versate sul grande evento non sono mancate, ma sarebbe bene che iniziassero a pensare, semplicemente individuando e comprendendo che l’eco delle parole è passato da un pezzo… ora si tratta di procedere con i fatti, ritornando a sostenere l’evento. Questo vale per tutte le Istituzioni, proprio su quest'argomento e riportato da un quotidiano torinese, anche il primo cittadino ha manifestato dichiarando – Un appuntamento imprescindibile della nostra città – si spera che nei loro pensieri quanto prima possa entrare anche Cinemambiente. Avranno un anno di tempo per fare che questo sia concretizzabile, le cifre sono dimostrate nei diciassette anni trascorsi, sempre in crescita. In questa edizione sono state oltre venticinquemila le presenze, prevalentemente con l’afflusso di giovani. Questo festival è tanto importante quanto istruttivo, non solo per la voce di richiamo da parte di chi partecipa o, l’aggiungersi di partner, la sua forza è vedere nel susseguirsi degli anni il moltiplicarsi del pubblico proveniente da tutta la provincia portando un indotto economico alla città. Senza contare il segnale proveniente dai giovani a sostegno dell’ambiente che oggi più di ieri è argomento seguito con una certa attenzione e responsabilità. Qualcuno del pubblico si è posto una domanda, ma se il problema è risaputo perché partecipare a questo festival, perché i registi continuano a filmare storie sull’ambiente? Intanto perché il problema è sentito globalmente e mai abbassare la guardia sulle catastrofi prodotte dall’uomo, poi perché da questo festival ogni registi provenienti da più parti concorrono cercando di trasmettere la radiografia del pianeta. Sulla “Bike Red Carpet” hanno sfilato la presidente di giuria Filippa Lagerback, il regista Enrico Cerasuolo e Jan van den Berg, il critico Roberto Silvestri, per Environmental Film Festival Flo Stone. Seguiti da Tiziano Fratus, Mariangela Barbanente e Carlo Infante. Per Legambiente erano presenti: Fabio Dovana, Francesca Gramengna, Barbara Meggetto, Simone Nuglio, Salvatore Venezia. Per il premio Boccaccini, premierà Gabriele Boccaccini in memoria dell’attore Guido Boccaccini. L’attore Stefano Cassetti e Gloria Germani (gestore di cinema), Pedro Pineiro Fuent (produttore della Shasta Films) premierà per One hour 2014. Infine Alberto Bettinelli, Gianni Bientinesi, Maddalena Cassuoli, Fabrizio Furchi, Paolo Landi e la giornalista Antonella Mariotti del quotidiano La Stampa e l’economista Mauro Patatini saranno loro a scegliere il vincitore per la Casa di Domani. Le sezioni si differenziano in: Concorso Internazionale Documentari, dove troviamo la caparbia ottantenne Jean Hill, cittadina di Concord, paesino del Massachusetts, è qui che nel 1775 ebbe inizio la Rivoluzione Americana. Il film “Divide in Concord” vede la signora Hill, depositaria di una petizione per abolire le bottiglie di plastica in tutta la sua città, dopo cinque anni vinse la sua proposta. Che dire invece del film “Serra Pelada-Alenda de montanha de Ouro” una montagna brasiliana rasa al suolo con la sola forza delle braccia per estrarre l’oro. Oppure del film d’apertura del Festival “Virunga” nel parco nazionale africano risiede il gorilla delle montagne, ottocento esemplari per l’esattezza minacciati da un conflitto speculativo, poiché conteso come sempre per interesse da una multinazionale, non curandosi di ciò che distrugge. La Consulta Provinciale degli Studi di Torino ha voluto premiarlo con un premio di 1.500,00 euro non solo è anche il vincitore del concorso con altri 5.000,00 euro offerto da Asja, la menzione speciale al film “My Name is Salt” e 2.000 euro forniti da Iren.  Nel, Concorso Documentari Italiani, i titoli sono seguiti dai fatti del vivere e quotidianamente leggiamo sui giornali o le notizie diffuse dalla televisione. Ecco allora la visione di “Buongiorno Taranto”, città avvelenata dal più grande complesso siderurgico d’Europa, oppure a “Cronaca di una vita semplice” situato in una frazione piemontese della Valle Stura. Per non parlare del film “Capulcu-Voices from Gezi” menzione speciale di Legambiente, mentre il Premio Boccaccini/AMNC vinto dal film “The Stone River” un richiamo sull’esodo degli scalpellini italiani, attratti da una buona paga e nuova vita migra nel paesino di Barre nel Vermont, il risultato è stato quello di riempire ancor più il cimitero locale per la silicosi dovuta alla polvere di marmo. Un premio al migliore documentario per la “La casa di domani” è vinto dal film “Projet Wild Thing” con un premio di 3 mila euro offerti da Leroy Merlin, la menzione speciale va a “Microtopia”. Per il Concorso Internazionale One Hour è aggiudicato a “Footprints of War” la Smat lo premia con 2,000 euro, mentre la menzione speciale della Sub Ti va a “Endless Road”. Per i Documentari Italiani la Cial, di cui ha fornito a tutti i vincitori, il trofeo raffigurante un alberello riciclato con l’alluminio premiando il film “Capo e Croci le ragioni dei Pastori” con 3.000 euro. Come sempre uno sguardo attento e di riguardo alla sezione Ecokids, con il film dedicati ai più piccoli, tra gli altri trova “A spasso con i dinosauri” proiettato in 3D, bellissimo insegnamento di storia di vita. Inutile dire che la sala era piena… non solo da piccini.  Il festival fa riflettere su com’è disastroso il nostro vivere su l’unico pianeta che abbiamo, trattandolo in modo crudele e con disprezzo! Malgrado questo trattamento, continua a essere nostra amica, fornendoci una speranza. L’essere umano dovrà provvedere rapidamente, cambiando il suo modo di vivere.

Torino (Italia), 6 giugno 2014

mercoledì 7 marzo 2012

COUNTDOWN del XII concorso PIEMONTE MOVIE recensione di Daniele Giordano

La Sala Uno del Cinema Massimo di Torino ha visto l’apertura ufficiale della XII edizione del Piemonte Movie gLocal Film Festival, durerà sino all'11 marzo con la premiazione dei vincitori. L’introduzione alla serata come sempre è d’uopo e chi poteva farla se non Alessandro Gaido, direttore artistico del festival, complimentandosi dell'impegno svolto dal suo staff e al suo infaticabile Vice presidente Gabriele Diviero, cedendo poi il microfono all’Assessore la Cultura della Città di Torino, Maurizio Braccialarghe, il quale ha elogiato il “sistema cinema” che Torino e il Piemonte ha saputo sviluppare nel corso di questi ultimi anni. La parola passa poi al prof. Franco Prono docente del Dams, presentando un libro (voluto da Alessandro Gaido) su Daniele Gaglianone in occasione della retrospettiva a lui dedicata. A rappresentare il Museo Nazionale del Cinema è Stefano Boni. Le domande rivolte al regista Gaglianone sono prettamente di carattere accademico che coincidono e si accostano al tema dell’edizione di quest’anno: Le Periferie. Per il regista, la parola periferia è una cosa innata, cresciuto ai confini di Torino, le periferie gli trasmettono una sensazione piacevole tanto da trasportarle nei suoi lavori, riuscendo ad imprimere quella giusta carica di vivibilità quotidiana. Stefano Boni, in un suo intervento lo definisce uno tra gli autori italiani più apprezzati, nel dialogo rivolto al regista, esce un nome caro a Daniele Gaglianone, nel commentare la piacevole figura, traspare quell'ammirazione avuta e dovuta a Paolo Gobetti, mentre racconta, la sua voce incomincia a non uscire, si commuove ricordando mentalmente le immagini. In apertura si proietta “Non si deve morire per vivere” Daniele Gaglianone ricostruisce una pagina di storia recente troppo grave per essere taciuta, raccontata da tre testimoni sulla fabbrica dell’IPCA di Ciriè. Gaglianone è anche presidente di giuria della sezione documentari, nata due anni or sono. A seguire il primo documentario in concorso: La fabbrica è piena, regia di Irene Dionisio. Una fabbrica in disuso in procinto d’essere demolita, trova al suo interno una coppia senza tetto,la sceneggiatura vorrebbe identificare i personaggi di - Didi e Gogo di Samuel Beckett, sembra invece, dal suo racconto, identificare lo status quo dei protagonisti. I prossimi appuntamenti saranno dislocati in diverse locazioni cittadine e provinciali. Questa sera per - Razza Operaia - alle ore 18:30 si proietta un lavoro del regista Tinto Brass del 1963 che non ha nulla a che vedere con il Brass che tutti conoscono, a curarne l'introduzione sarà Giacomo Ferrante. Torino (Italia), 7 marzo 2012