giovedì 4 ottobre 2012

HANSEL e GRETEL, la favola in opera! recensione di Daniele Giordano

La rassegna di opere da camera dell’associazione Mythos ha preso il via, presentando la fiaba musicale Hansel e Gretel, nella versione del compositore tedesco Engelbert Humperdinck, opera eseguita per la prima volta il 23 dicembre 1893 a Weimar, immediatamente divenne un successo mondiale che gli garantì fama e indipendenza economica. Una fiaba indirizzata ai giovani, com’è lo spirito che contraddistingue l’associazione verso le scuole dell’obbligo, ma con suoni musicali adatti a un pubblico adulto per la regia di Roberta Faroldi, la riduzione orchestrale, senza nulla togliere a questo classico repertorio operistico, diretta dal M° Paolo Flamingo e l’Ensamble orchestrale Easy Opera, rendono scorrevole l'insieme. L’essenzialità dell’allestimento scenico dei tre quadri è di Sara Racca, contornato dal coro delle Voci Bianche Mikron diretto da Paola De Faveri, trasformati dalla strega in creature dei boschi. Gli interpreti come Elisa Barbero (Hansel) mezzo soprano, Silvia Spruzzola (Gretel) soprano, Antonella Bertaggia nei due ruoli, quello di strega e Nano Sabbiolino (soprano), Rossella Giacchero nei panni della mamma (mezzosoprano), affiancata da Marco Sportelli (soprano) il papà, hanno realizzato uno spettacolo che merita l’applauso ottenuto.

Torino (Italia) 03 ottobre 2012



mercoledì 3 ottobre 2012

IL COUNTRY, QUESTO CRESCENTE FENOMENO recensione di Daniele Giordano

Il country, chiamato anche Old Time Music, è il risultato tra l'unione di forme popolari degli immigrati anglo-irlandesi e la musica americana, caratterizzata da strumenti a corda come il violino, il banjo, la chitarra e il mandolino, accompagnati da una affascinante affinità vocale. Gli stili più rappresentativi sono il Bluegrass, unione tra blues, gospel, musica celtica, contraddistinto da rapidi assoli di mandolino, banjo e violino, mentre il Western Swing mescola polka, swing e ballata folclorica a differenza di quella franco-canadese denominata Cajun, basato sull’utilizzo della fisarmonica, invece il Country Yodel è un derivato dal tipico canto delle alpi svizzero-tedesche. Se desideriamo forti accenti di blues, dobbiamo fare appello al suono innovativo della Steel Guitar, trovandolo con Honky Tonk. Il primo cantante country ad avere un successo nazionale fu Vernon Dalhart con "The Wreck of Old” con lui, altri artisti famosi di quell'epoca come i Blue Sky Boys, Riley Puckett, Don Richardson, Fiddling John Carson, Ernest Stoneman, Charlie Poole and the North Carolina Ramblers e Gid Tanner & The Skillet Lickers, tanto per citarne alcuni, stiamo parlando del 1927. Le loro canzoni ebbero un riconoscimento nazionale grazie a Ralph Peer, un vero talent scout, il primo pioniere ricercatore del genere, girava l’America in cerca di nuove forme di musica popolare da registrare, produrre e pubblicare. Sarà lui a lanciare alcuni tra i primi più importanti esponenti del country come Jimmie Rodgers (soprannominato poi il padre del country) e la Carter Family. Un’altra icona della musica country fu l'affascinante Dolly Parton, con la sua voce angelica e trascinante del west. Questa musica, ha origini che si perdono nel tempo una mescolanza geografica, un miscuglio culturale che continua a rinnovarsi incessantemente. Il country nel suo complesso nasce e si evolve tra gli immigrati di origine europea. Prima del ‘900, la musica rurale americana della popolazione bianca consisteva principalmente nel repertorio popolare dei paesi d’origine del vecchio continente (Irlanda, Inghilterra, Scozia, Francia, Italia), e nei canti religiosi promossi dagli evangelisti. I musicisti che la suonavano andavano a formare le string band, perché gli strumenti usati erano quasi esclusivamente a corda (violino, banjo, chitarra e mandolino). I termini in voga nella prima metà del secolo per definire questa musica è Hillbilly Music, così venivano soprannominati i contadini bianchi delle regioni del sud, mentre Old Time Music a sottolineare un legame di antiche tradizioni d’origine europea. Il country negli anni venti si afferma a livello nazionale, quando emergono i primi professionisti del genere, ma nelle due decadi successive, i contributi decisivi arrivano dal cinema con i film western offrendo al pubblico una confidenza di questo genere musicale, creando un binomio così forte che la musica sarà soprannominata per anni country & western. La radio invece, strumento decisivo per la sua diffusione, in particolar modo durante la grande depressione degli anni trenta, da citare lo storico programma radiofonico Grand Ole Opry che sin dal 1925 fu trasmesso dal vivo da Nashville, capitale del Tennesse per gli amanti del genere e considerata come la capitale del country. Due furono i protagonisti che hanno maggiormente contribuito portando a maturazione questa musica, stiamo parlando di Bill Monroe e Hank Williams, quest’ultimo, cantautore proveniente dall’Alabama, dotato di un peculiare stile Honky Tonk rovvisto di un genio versatile e innovativo aperto al confronto, fu formidabile nel rivitalizzare con inventiva e credibilità le radici country, sia nella musica che nelle liriche. Le sue canzoni saranno reinterpretate in seguito da artisti di diverse estrazioni musicali. Descrivendo Bill Monroe, fu un autentico iniziatore del bluegrass, genere che ha preso il nome dal gruppo che per primo lo accompagnava, un virtuoso del mandolino, rinnovò il country promuovendo l’elaborazione della tecnica strumentale. Da Hank Williams al rockabilly il passo fu breve, divulgatosi negli anni ‘50, il rockabilly è la sola prima forma con cui il country influenzerà e arricchirà tutta la popular music da qui in avanti. La sua storia è ultrasecolare, oggi più che mai, il sapore del country si può gustare in tantissima musica. Finora abbiamo dato una piccola introduzione al tema, tanto per chiarire le idee su questo crescente fenomeno e il contagio che provoca il “virus-country” con il suo ballo. Gli aderenti, vestiti da cowboy o cowgirl, sembrano usciti da un film western, facendo rivivere gioiosamente quell’epoca.

Torino (Italia), 03 ottobre 2012

martedì 4 settembre 2012

Ufficialmente Aperta: LA 63 SAGRA del PEPERONE recensione di Daniele Giordano

E’ col taglio del nastro che il primo cittadino Silvia Testa, Sindaco della Città di Carmagnola ha aperto ufficialmente la 63 Sagra del Peperone alla presenza dell’Assessore alle Manifestazioni Letizia Albini, seguiti da Autorità Politiche, Militari e Civili, non potevano mancare Re Peperone e la Bela Povronera, oltre un pubblico attento, sfidando le prime gocce di pioggia. Brevi i discorsi degli intervenuti ma concisi, citando non solo la grande kermesse della sagra, ma del territorio carmagnolese ponendo l'accento che Carmagnola non è solo peperone (anche se su centodieci produttori sessantasei sono di Carmagnola), è soprattutto Arte, Cultura e Città confortevole medievale, ha dato natali a personaggi illustri senza approfondire qui in queste poche righe, ma dare almeno brevi accenni ai prodotti agresti, ai Musei, oltre a notevoli cenni storici che la Città di Carmagnola custodisce. Non si è fatta attendere la risposta ai vari perché in una fase delicata quale imperversa la situazione economica del paese, si poteva evitare questa festa, netta è stata quella del Sindaco, proprio in un momento come questo è bene continuare a promuovere senza troppi sfarzi quello che il territorio offre con caparbietà e l’aiuto di tutti. Proseguendo, tra le altre cose, ha fatto notare due fatti importanti di solidarietà che la città si è fatta carico: per i terremotati dell’Emilia (presente un Assessore invitato dal comune), mediante il ricavato dell’asta del peperone più grande, poi con l’acquisto di un macchinario per l’ospedale San Lorenzo di Carmagnola, con le offerte ricavate dal Pane della Sagra (tradizionale pane al peperone). Intanto la pioggia continuava a farsi sentire, ma ombrelli aperti quasi nessuno, parevano non volessero distogliere il momento topico dei discorsi che si susseguivano, l’emozione più intensa a dispetto della pioggia che ormai aveva deciso di continuare copiosa è stata quando la “Filarmonica Carmagnolese” al termine degli interventi delle Autorità presenti ha intonato l’inno nazionale, tutti gli intervenuti si sono raccolti come fosse una solenne funzione non curanti della pioggia. Non sono mancati i ringraziamenti alle Istituzioni, ai Media, gli Sponsor, alle Associazioni e al Volontariato che, grazie al lavoro da loro svolto è stato possibile attuare nuovamente questa lungimirante Sagra del Peperone nonostante la temperatura fosse intorno ai 14° con vento e pioggia l’afflusso di persone provenienti a visitarla come primo giorno è stato soddisfacente. Sciolto il nodo della cerimonia, alcuni invitati si recavano nel Palazzo del Comune, dove ad attenderli c’era il consueto rinfresco, naturalmente a base di prodotti locali. Nel frattempo, un imboscato si era intrufolato alla festa di Palazzo, un ospite non troppo gradito, entrato forse da una finestra aperta: un pipistrello! Si era smarrito nel corridoio e impazzava a causa delle luci e il rumore degli ospiti, poco dopo trovava la via d’uscita. Se pur all’insegna del risparmio ma con grande dignità ospitale, tra i prodotti offerti di certo non poteva mancare la morte del peperone… rigorosamente … in bagna caoda! Torino (Italia), 1 settembre 2012-09-2012

CARMAGNOLA: Una Città e il suo Territorio – recensione di Daniele Giordano

Dopo le “Lacrime di San Lorenzo” per i fortunati che le hanno viste il 10 agosto e da tradizione esprimere un desiderio nel vedere una stella cadente, terminato anche “Ferragosto” con la sua canicola e la tradizionale uscita con grigliata all’aria aperta fuori porta, portandoci quasi al termine del mese di agosto. Ritornano i vacanzieri, pronti a riprendere il solito mènage, le città lentamente incominciano a ripopolarsi e mentre tutto questo accade, si avvicina un evento, pianificato come sempre con cura e organizzato dagli Assessorati: Manifestazione, Turismo, Agricoltura e Commercio del Comune di Carmagnola, preziosa la collaborazione di Pro Loco, Ascom, Coldiretti. Stiamo parlando della “63° Sagra del Peperone” che si svolgerà come di consueto nella Città di Carmagnola in Provincia di Torino (Italia) dal 31/08 al 9 settembre. Carmagnola, ha fatto suo quest'ortaggio sin dal 1949 portandolo alla ribalta, ma solo da due anni è stata riconosciuta ufficialmente come Manifestazione di Rilievo Nazionale. La mostra mercato del peperone presenta i quattro ecotipi locali: Quadrato, Lungo o Corno di Bue, Trottola e Tumaticot. La grande festa si snoda con un ricco programma, dal cabaret agli stand enogastronomici, possibilità di assaggiare e conoscere i prodotti del territorio piemontese, passando dalle mostre di pittura alle visite ai musei e poi ancora, raduni di auto e moto storiche, concerti e tant’altro. Un breve cenno storico per gli appassionati, la Città di Carmagnola appare già intorno all’anno mille nei documenti, sotto la giurisdizione degli Arduinici, poi assoggettata al dominio dei Marchesi di Saluzzo… se con l’occasione visiterete Carmagnola, il resto della storia la scoprirete voi stessi. Il primo appuntamento di questo particolare festeggiamento è venerdì 31 agosto alle ore 21:00 ritrovo e saluto delle Autorità in piazza Sant’Agostino per poi proseguire con i suoi spettacoli per dieci giorni insieme all’indiscusso “Re Peperone e la sua Bela Povronera” con la sfilata di personaggi e maschere piemontesi. Una decina di giorni di sano e gustoso divertimento, adatto a tutti grandi e piccini, un’occasione da non perdere… altrimenti si dovrà attendere l’anno prossimo. Torino (Italia), 16 agosto 2012

giovedì 16 agosto 2012

CARMAGNOLA: Una Città e il suo Territorio – recensione di Daniele Giordano

Dopo le “Lacrime di San Lorenzo” per i fortunati che le hanno viste il 10 agosto e da tradizione esprimere un desiderio nel vedere una stella cadente, terminato anche “Ferragosto” con la sua canicola e la tradizionale uscita con grigliata all’aria aperta fuori porta, portandoci quasi al termine del mese di agosto. Ritornano i vacanzieri, pronti a riprendere il solito mènage, le città lentamente incominciano a ripopolarsi e mentre tutto questo accade, si avvicina un evento, pianificato come sempre con cura e organizzato dagli Assessorati: Manifestazione, Turismo, Agricoltura e Commercio del Comune di Carmagnola, preziosa la collaborazione di Pro Loco, Ascom, Coldiretti. Stiamo parlando della “63° Sagra del Peperone” che si svolgerà come di consueto nella Città di Carmagnola in Provincia di Torino (Italia) dal 31/08 al 9 settembre. Carmagnola, ha fatto suo quest'ortaggio sin dal 1949 portandolo alla ribalta, ma solo da due anni è stata riconosciuta ufficialmente come Manifestazione di Rilievo Nazionale. La mostra mercato del peperone presenta i quattro ecotipi locali: Quadrato, Lungo o Corno di Bue, Trottola e Tumaticot. La grande festa si snoda con un ricco programma, dal cabaret agli stand enogastronomici, possibilità di assaggiare e conoscere i prodotti del territorio piemontese, passando dalle mostre di pittura alle visite ai musei e poi ancora, raduni di auto e moto storiche, concerti e tant’altro. Un breve cenno storico per gli appassionati, la Città di Carmagnola appare già intorno all’anno mille nei documenti, sotto la giurisdizione degli Arduinici, poi assoggettata al dominio dei Marchesi di Saluzzo… se con l’occasione visiterete Carmagnola, il resto della storia la scoprirete voi stessi. Il primo appuntamento di questo particolare festeggiamento è venerdì 31 agosto alle ore 21:00 ritrovo e saluto delle Autorità in piazza Sant’Agostino per poi proseguire con i suoi spettacoli per dieci giorni insieme all’indiscusso “Re Peperone e la sua Bela Povronera” con la sfilata di personaggi e maschere piemontesi. Una decina di giorni di sano e gustoso divertimento, adatto a tutti grandi e piccini, un’occasione da non perdere… altrimenti si dovrà attendere l’anno prossimo. Torino (Italia), 16 agosto 2012

lunedì 23 luglio 2012

LETTO OVALE recensione di Daniele Giordano

Inizia così, in una girandola di situazioni e incontri inaspettati, fraintendimenti rendendo la messainscena traboccante di colpi di scena divertenti. Guai se ci fermassimo qui, come se non bastasse, arriva anche una famosa scrittrice di libri alquanto “bacchettona” a complicare ancor di più le cose! Due atti scoppiettanti, nel classico stile della commedia brillante americana, basata su equivoci, scambi di persona, battute pungenti, contornato quel tanto che basta da stuzzicanti equivoci che non guasta, senza cadere mai nella volgarità. Questo è quanto la compagnia ESIA mette in scena la commedia di Ray Cooney, scritta in collaborazione con John Chapman, appartiene al filone brillante caratterizzato dagli interpreti: Alberto Chiesura (che cura anche le scene) - Chiara Giovara - Luca Martino - Emanuela Menozzi - Liborio Signorino - Elena Blasi - Chiara Ribolla - Tonia Lombardo - Pietro Antonio Nevolo, sua la regia. Essi si muovono a ritmi serrati, senza pause di riflessione, in una scenografia frutto di uno stravagante “interior decorator” individuo di tendenza del momento. La regia ha scelto di valorizzare i continui spunti comici sia sul piano della parola e dei silenzi, sia su quello del movimento e della pura gestualità, cercando il giusto ritmo come tutti i testi comici, è di difficile realizzazione. Il letto ovale è una farsa frizzante nella quale i richiami, trasportano lo spettatore in un mondo spensierato, dove allegria e ilarità prevale. L’audio è di Vito Olive, le luci sono di Danilo Mutolo, la direzione di palco è affidata a Valeria Magnetto, invece Vanessa Pagliano è aiuto regista. Torino (Italia), 23 luglio 2012

mercoledì 11 luglio 2012

LEGGERO COME LA LUCE recensione di Daniele Giordano

La luce, un sottilissimo filo che associa il nostro quotidiano. Scatti fotografici consapevoli, preparati con minuziosità, ricercati per seguire quella relazione che mai potrà esserci tra la luce del giorno e quella della notte. Se si facessero gli stessi scatti nell'identica ora e precisa angolatura, sembrerebbero due immagini completamente dissimili: una ti ammaglierebbe, l’altra potrebbe lasciare il tempo che trova, sebbene gli scatti siano prodotti dalla stessa mano, senza trovare quel fascino ricercato dell’autore. Se quel contrasto si dovesse porre sul piano quotidiano, ci troveremmo senza renderci conto parte dell’immagine stessa. E’ l’ambivalenza delle cose, l'opposto dell’altro, senza dell’uno non potrebbe esserci l’altro! Provate a concepire con la fantasia un semplice e tranquillo bosco di giorno, è piacevole passeggiare tra la vegetazione, sentire il canto degli uccelli e quali altri rumori essa produce. Ora con la mente immaginate la stessa scena ma notturna! Non credo sia piacevole come di giorno passeggiare tra la vegetazione, sentire il canto del silenzio infranto da un benché minimo rumore, sentendolo ampliato, il ritmo cardiaco è in aumento, coadiuvato dalla mente, ci porta in uno spazio tempo irriconoscibile da quello visto precedentemente. E’ la stessa scena, cambia la luce, quella che trasforma le successioni dei piani. A Serena Inturri e Armando Cervetti questo non è sufficente! Non è ancora questo il significato dei loro scatti esposti a Cortilissima, nell’Arena San Filippo di via Maria Vittoria /7c a Torino, loro, sono andati oltre la fotografia, scavando con precisa attenzione oltre l’apparenza di quello che l’immagine stessa rappresenta, facendo ripensare al soggetto in vita, a ciò che è stato o è, mentre lo scatto immortala il soggetto di qualsiasi natura! Allora cosa accomuna e cosa disgiunge? La luce, il fattore comune, un sottilissimo filo luminoso che può dissociare, ma pur sempre connessi da quel filo di luce, quasi a sembrare un cordone ombelicale. Da un’idea di Serena Inturri e Armando Cervetti nell’ottobre 2011, entrambi decidono di realizzare un’iniziativa artistica autofinanziata e portata avanti con successo la: v-ars visualartspace. Lo spazio v-ars è una concept di area innovativa che propone di accogliere autori provenienti da ogni settore della creatività legata alle arti visive. Per gli appassionati di arte invece, non perdetevi la mostra a Cortilissima: Arte in Scena. Torino(Italia),10 luglio 2012